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Terme: da Salsomaggiore a Chianciano domani sciopero addetti

21 ottobre 2014 | 17.11
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Incroceranno le braccia domani i circa 15.000 addetti delle 380 strutture termali.

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Incroceranno le braccia domani i circa 15.000 addetti delle 380 strutture termali in attesa del rinnovo del contratto nazionale da oltre 3 anni. La mobilitazione è stata indetta nelle scorse settimane dai sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e UIltucs, "per protestare contro la rigida posizione di Federterme che, nel corso dei negoziati di rinnovo del Ccnl di settore, ha proposto l’ampliamento della sfera contrattuale ai dipendenti delle strutture alberghiere dotate di centro termale".

Federterme ha anche proposto la rivisitazione in peius dell’articolato sul trattamento economico in caso di malattia, ponendo le due questioni come pregiudiziali rispetto la positiva conclusione delle trattative e in particolare sulla richiesta di incremento salariale avanzata nella piattaforma rivendicativa.

Proposte ritenute inaccettabili dai sindacati che confermano dunque lo stato di agitazione e lo sciopero del 22 ottobre.

"Le proposte datoriali potrebbero creare solo confusione e dumping contrattuale, oltre a mettere in discussione i diritti acquisiti attraverso la contrattazione", affermano le tre federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil, che evidenziano anche lo stato di sofferenza del comparto termale generato dalla riduzione delle prestazioni assistenziali a carico del Sistema sanitario nazionale e dalle difficoltà economiche causate dalla crisi in atto che incidono fortemente sul potere di acquisto delle famiglie.

"A nulla è servita -hanno stigmatizzato i sindacati- la disponibilità del sindacato ad affrontare congiuntamente i problemi posti con il ministero interessato e gli enti preposti. Siamo di fronte a una controparte che sembra non comprendere i mutamenti del mercato, peraltro senza cogliere e sviluppare le potenzialità che il settore termale offre”.

Prioritario, per la Fisascat, è addivenire alla sottoscrizione dell’intesa per il nuovo Ccnl. "Il rinnovo del contratto nazionale è indispensabile per dare sostegno alle aziende termali e al contempo fornire risposte certe ai lavoratori che da anni attendono con il rinnovo un congruo incremento economico", ha dichiarato il segretario nazionale della categoria cislina, Rosetta Raso.

"La riqualificazione di un settore che potrebbe essere fondamentale per la ripresa economica e occupazionale del Paese -ha concluso- passa anche per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Si entri nel merito delle nostre richieste sulla definizione di interventi di welfare integrativo e sull’elaborazione di un protocollo per la governance del settore".

A livello territoriale, già sono stati organizzati presidi e iniziative: Salsomaggiore, Chianciano, Montecatini, Sirmione e Castellamare sono solo alcune delle località termali che domani ospiteranno la protesta di migliaia di lavoratrici e lavoratori pronti a scendere in piazza per veder riconosciuto il diritto a un rinnovo contrattuale dignitoso.

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