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Roma: si lavora al primo tratto del Grab, tutto pronto per il Giubileo

14 agosto 2015 | 17.57
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A settembre dovrebbero partire i lavori perché tutto deve essere pronto entro l’8 dicembre, giorno di inizio del Giubileo della Misericordia. Così l'Agenzia per la Mobilità è al lavoro sulla progettazione del primo tratto del Grande Raccordo Anulare delle Bici per Roma (Grab), quello che va dal Colosseo all'Appia Antica. (Foto)

Il progetto del Grab, ideato da VeloLove in collaborazione con Legambiente, Touring Club, Parco Appia Antica e tante altre realtà formali e informali, punta a creare non solo un percorso ciclopedonale, ma una prospettiva diversa da cui guardare Roma. Un'idea nuova di città che ne valorizzi la bellezza e che spinga i turisti (ma anche i romani) a riscoprire le mete "nascoste" da traffico e caos.

E' il caso del Circuito Archeologico (Terme di Caracalla, Tomba di Cecilia Metella, Villa dei Quintili) con i suoi 266.435 visitatori anno, e del Circo di Massenzio (conservato meglio del Circo Massimo e con ingresso gratuito) che mediamente registra poche decine di visitatori al giorno. Il Grab servirà anche a riportare visitatori e turisti lì, in sicurezza, in bici e a piedi, creando un percorso che, passo dopo, li conduca per mano attraverso i luoghi del Grand Tour.

A Via di San Gregorio un’isola ciclo pedonale

Cuore del Grab è il tratto che va dal Colosseo al Parco degli Acquedotti e, in particolare, i primi 3.000 metri dall’Arco di Costantino al primo miglio dell’Appia Antica; 3.000 metri che possono cambiare il volto di Roma, con interventi 'leggeri'. Ed ecco come.

Primo passo, la realizzazione di un’isola ciclo pedonale in via di San Gregorio (lato Palatino) utilizzando una delle due carreggiate. L’obiettivo, allargando il marciapiede fin quasi alla linea di mezzeria, è di dare continuità prospettica al percorso Circo Massimo-Arco di Costantino-Colosseo e continuità pedonale da via dei Fori Imperiali al Circo Massimo.

Il piano rialzato per pedoni e ciclisti prosegue fino all’altezza del Circo Massimo e da qui il tracciato del Grab prosegue inglobando via di Valle delle Camene (parallela di via delle Terme di Caracalla), attraversando via delle Terme di Caracalla all’altezza di via Antoniana e imboccando la ciclabile esistente sempre su via delle Terme di Caracalla fino a piazzale Numa Pompilio (con la messa in sicurezza del suo attraversamento). Ciclopedonalizzazione di via di Porta San Sebastiano con sorveglianza elettronica degli accessi.

Via Appia Antica area a priorità ciclopedonale

Via Appia Antica (da Porta San Sebastiano a Cecilia Metella) diventa un'area a priorità ciclopedonale, 7 giorni su 7, attraverso sorveglianza elettronica degli accessi e della velocità. Eliminato il traffico di attraversamento e stabilito il limite a 20-30 km/h per il traffico veicolare residuo, pedoni e ciclisti avranno sempre la precedenza.

Se questo progetto vedrà la luce, così come sembra essere nelle intenzioni dell'amministrazione, si realizzerebbe quella "spina verde" che già negli anni Settanta era al centro delle battaglie di Antonio Cederna, Leonardo Benevolo, Giulio Carlo Argan: la trasformazione dell’Appia Antica in isola pedonale.

Anzi, di più: “la trasformazione in vero parco archeologico – per dirla con le parole di Cederna – di tutta la zona monumentale che va dall’Appia Antica e, attraverso la via di S. Gregorio (già dei Trionfi), Colosseo, Foro Romano e Fori Imperiali, arriva praticamente alle soglie di Piazza Venezia”. Obiettivo previsto anche nel programma elettorale del sindaco Marino.

Obiettivo Appia Antica, da Via Crucis nel traffico a Grand Tour

"Per fare questa passeggiata - spiega Alberto Fiorillo di Legambiente e coordinatore dl progetto Grab - la stessa che ha ammaliato Goethe e Napoleone, il primo a proporre la nascita di un parco dal Colosseo all'Appia Antica, ci vogliono 40 minuti a piedi e 15 minuti in bicicletta, sempre che si riesca a resistere alla tentazione di fermarsi lungo il percorso al Palatino, al Circo Massimo, a Caracalla, al Sepolcro degli Scipioni, alle Mura Aureliane, alle Catacombe di San Callisto o al Ninfeo di Egeria".

"Oggi - continua Fiorillo - con il traffico, il caos, il rumore è una piccola via crucis. Domani, con il Grab, sarà un moderno Grand Tour che riconsegna, sono ancora parole di Cederna, dignità, rispetto e prestigio internazionale alla più straordinaria area archeologica d’Italia. E che, aggiungo io, restituisce alla città la capacità di pensare e agire in grande, guardando al futuro facendo risaltare la forza del suo passato".

Perché ciclovia e non pista ciclabile 'disegnata'

Il progetto non prevede piste ciclabili 'disegnate', ma una vera e propria ciclovia. "La grossa differenza - spiega Fiorillo all'Adnkronos - sta nel rendere sicura in ogni sua parte la strada per i pedoni e per le bici e, soprattutto, nel dare continuità di identità e visiva al percorso e al progetto che prevede un'infrastruttura dedicata e non una strada che si restringe e si allarga a seconda dello spazio messo a disposizione dalle altre infrastrutture".

Insomma, quello del Grab "deve essere inequivocabilmente un percorso destinato ai ciclisti e ai pedoni, non un percorso promiscuo che si adatta alle esigenze dell'esistente. Deve essere un'opera pubblica dedicata".

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