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Catalogna

Dal controllo dei media ai Mossos, le 'armi segrete' di Madrid

21 ottobre 2017 | 10.57
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(AFP) - AFP

Madrid pronta ad applicare l'articolo 155. A quasi tre settimane dal voto sull'indipendenza, ritenuto illegale dal governo spagnolo, il premier Mariano Rajoy annuncerà oggi le misure concordate nel quadro dell'applicazione di quell'articolo della Costituzione mai adottato prima nella storia della Spagna. Misure che Madrid non ha ancora mai annunciato: le ha "custodite segretamente" in attesa del Consiglio dei ministri straordinario previsto per oggi.

Tuttavia, riporta La Vanguardia, sia Rajoy che Íñigo Méndez de Vigo, nel corso rispettivamente del vertice europeo di Bruxelles e della conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri a Madrid, hanno lasciato trapelare degli indizi definendo priorità ed obiettivi delle misure incluse nell'applicazione dell'articolo 155. La priorità del governo è quella di "ristabilire la legalità costituzionale e istituzionale" e subito dopo, se non in parallelo, ripristinare la convivenza con la Catalogna e preservare i diritti dei catalani: libertà, sicurezza e pluralismo. Sebbene il governo non abbia definito apertamente le misure che intende applicare, sulla base di quanto detto risulta chiaro che esse interesseranno diversi ambiti della Generalitat: dal controllo dei Mossos e quello delle finanze catalane ma anche dell'informazione e dei mezzi di comunicazione pubblici. Si parla anche della sostituzione di funzionari catalani con uomini fedeli a Madrid.

Il fine ultimo dell'applicazione dell'articolo 155 sarebbe quello di "tenere elezioni in Parlamento" che siano in accordo con la legge dello Stato. Ad ogni modo, le misure che verranno annunciate oggi sono state concordate tra il governo e PP, Psoe e Ciudadanos con l'obiettivo che questi partiti ottengano il più ampio appoggio possibile alla Camera Alta. Secondo Mariano Rajoy il vero responsabile dell'applicazione definitiva dell'articolo 155 altri non è che Carles Puigdemont. "Non mi ha dato altra scelta", ha detto il premier, rimproverando quei dirigenti catalani che con questa crisi "hanno fatto del male alla Spagna".

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