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Dal fondo di magazzino il riciclo arriva in passerella con 'Made in Testaccio'

15 aprile 2014 | 11.18
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Camice hawaiane anni '70 e partite di jeans dal taglio fuori moda, sacchi di juta e teli da mare che diventano borse; vecchie stoffe che si trasformano in kimono e abiti da sera; scampoli utilizzati per cinte e accessori. Il riutilizzo va di moda, soprattutto perché alleggerisce i cassonetti dei rifiuti e contribuisce ad un uso oculato delle risorse. Parte da questo assunto 'Made in Testaccio', la griffe del riciclo creativo che attraverso l'alto artigianato trasforma i vestiti da buttare via in accessori e capi d'abbigliamento di tendenza.

Nella loro sede romana presso la Città dell'Altra Economia, le sorelle Gloria e Francesca Brescini con il loro staff portano avanti un progetto che comprende la linea destinata alla vendita e i corsi, aperti a tutti, che prevedono laboratori di arti tessili settoriali (abbigliamento, accessori, arredamento).

Obiettivo: trasformare i rifiuti in risorse. Secondo i dati Altroconsumo, solo il 12% dei rifiuti tessili viene avviato ad un corretto riciclaggio; in Italia se ne raccolgono circa 1,6 kg/persona. Troppo poco: affinchè si arrivi ad avere un impatto positivo sull'ambiente, in termine di smaltimento rifiuti ed abbassamento emissioni Co2, la soglia da raggiungere è di 3-5 kg/persona.(

'Made in Testaccio' riutilizza sia i singoli capi d'abbigliamento che le allieve dei corsi scovano nel proprio armadio, sia le partite di pantaloni o camicie passate di moda e di cui i negozi vogliono disfarsi perché ormai invendibili. Un lavoro di ricerca che sfocia nei workshop, nei seminari tematici dedicati al tema del riciclo tessile come fonte di risparmio e di sostenibilità ambientale, e nelle sfilate spettacolo: la prossima a settembre, alla Città dell'Altra Economia, per presentare la collezione autunno-inverno.

In progetto c'è anche la realizzazione di una linea biologica di abiti ricicliati. "'Made in Testaccio' nasce 10 anni fa in una cantina - racconta all'Adnkronos Gloria Brescini, ex scenografa che ha lasciato il suo lavoro per gettarsi in questa nuova attività - ho iniziato recuperando vecchi abiti in un momento in cui non potevo permettermi di fare troppo shopping ed è così che ho scoperto che dentro l'armadio delle donne c'è un mondo. Alla fine, è diventato un vero e proprio lavoro".

Un lavoro per loro ma anche per chi segue i corsi e decide di reinventarsi. Per partecipare ai laboratori di Made in Testaccio, collaborare con loro e ammirare le originali creazioni basta visitare il sito, www.madeintestaccio.com, o la loro pagina Facebook.

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