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Libri: dal pacchetto Treu al Jobs act, il lavoro raccontato dai protagonisti

24 marzo 2017 | 13.45
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Dal pacchetto Treu alla legge Biagi, al Jobs Act, raccontati dai protagonisti del mercato del lavoro di oggi e di allora: Cesare Damiano, Maurizio Del Conte, Enrico Giovannini, Elsa Fornero, Roberto Maroni, Giuliano Poletti, Maurizio Sacconi e Tiziano Treu. Questa la sintesi di 'Vent'anni e un giorno di riforme del lavoro' (edizioni Rubettino), il libro di Agostino Di Maio, direttore generale di Assolavoro, e Angelo Raffaele Marmo, già direttore generale della comunicazione del ministero del Lavoro e attualmente responsabile della redazione romana del Quotidiano Nazionale come vicedirettore.

Diversi gli argomenti affrontati: la flexicurity, la rottura del monopolio pubblico del collocamento e il ruolo delle agenzie per il lavoro, gli strumenti che fanno l’occupabilità e gli effetti di incentivi e bonus, i nuovi paradigmi della rappresentanza e la contrattazione decentrata, lo Statuto dei lavori, l’Industry 4.0 e la sharing economy.

"In generale -scrive nella prefazione Tiziano Treu- la parte carente del nostro diritto del lavoro non riguarda tanto le specifiche regole dei rapporti e dei contratti individuali, che mi sembrano in buona parte assestate in linea con i sistemi europei, quanto il funzionamento effettivo dei servizi e delle tutele nel mercato del lavoro. Qui i ritardi nella riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive, compresa la formazione, hanno squilibrato il rapporto tra flessibilità e sicurezze, aggravando la precarietà del lavoro e peggiorando le performances occupazionali soprattutto a danno dei giovani".

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nel suo contributo, sottolinea "il ruolo importante delle agenzie private per il lavoro". "Nell'ambito di un sistema fragile -spiega- di politiche attive per il lavoro hanno, infatti, svolto un compito positivo al servizio dell'incrocio tra domanda e offerta di lavoro e hanno rappresentato un buon canale per la gestione dei picchi di domanda, ma anche per l'ingresso e il reingresso nel mondo del lavoro. Ora sono chiamate, in condizioni di parità con la strumentazione pubblica, all'attuazione di un nuovo modello integrato di politiche attive fondato sull'assegno di ricollocazione".

Maurizio Del Conte, presidente Anpal, parlando appunto della funzione dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro e dell'architettura della rete dei servizi per l'impiego, sottolinea l'importanza della centralità della persona nel percorso di ricollocazione. "Al centro del sistema delle nuove politiche attive del lavoro -chiarisce- c'è la persona-cittadino-cliente del Servizio nazionale, che diventa protagonista attivo del percorso di ricollocazione".

"Naturalmente -avverte Del Conte- per realizzare tale percorso occorre un grande sforzo organizzativo per rendere fruibile l'azione amministrativa dei servizi per l'occupazione, colmando sulle necessità dell'utente la distanza tra cittadini e lo Stato".

Tra i vari argomenti affrontati dal libro, c'è la rappresentanza e la contrattazione le cui forme, almeno all'apparenza, rimangono dentro gli schemi del secolo scorso. "Ritengo che il dialogo con i corpi intermedi sia prezioso -commenta Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera- ai fini della coesione sociale e del consolidamento del sistema democratico. Il Paese guida dell'economia europea, la Germania, non emargina i sindacati, ma associa i lavoratori nella cosiddetta codeterminazionale".

"Non si tratta -avverte- di riesumare i riti della vecchia concertazione, ma di consolidare una metodologia di stile europeo per consultare le forze sociali nei passaggi chiave che riguardano il futuro del Paese".

Per Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro del Senato, "gli accordi centrali tendono naturalmente a soluzioni omologhe, egualitarie, mentre nel mondo del lavoro, definiti i fondamentali diritti di base, ciascuna persona in relazione al contesto di impresa in cui opera e al proprio specifico contributo ai risultati dell'impresa stessa, ha il diritto ad essere remunerata come merita".

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