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Smog: dalla bicipolitana al park&ride, 12 esempi virtuosi contro l'emergenza

28 dicembre 2015 | 14.50
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(Infophoto)

L’area C di Milano, la zona 30 di Torino Mirafiori e Cagliari, la bicipolitana di Pesaro. Ed ancora il piano mobilità di Bolzano, il tram Firenze-Scandicci, l'hub delle merci di Parma, il park&ride di Bari, il pedibus e il bicibus scuola di Reggio Emilia, il Pony Zero Emissioni a Torino, il bosco sociale di Ferrara e la certificazione energetica in Alto Adige. Sono queste, per Legambiente, dodici buone pratiche locali in tema di mobilità nuova, efficienza energetica e verde urbano in grado di ridurre l’inquinamento locale che tutti i sindaci potrebbero adottare in tempi brevi.

Una sfida che l’associazione ambientalista lancia alle amministrazioni e ai sindaci ma anche al premier Renzi in vista dell’incontro che il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti terrà il 30 dicembre con i presidenti di Regione e i primi cittadini dei grandi centri urbani per discutere insieme dei possibili interventi da adottare nelle città italiane. Legambiente ricorda così al governo "questi esempi virtuosi che meritano di essere sostenuti economicamente e replicati perché sono la dimostrazione che un cambio di rotta nelle politiche della mobilità è possibile, dà frutti, raccoglie consenso e produce economia sana".

"I blocchi e le targhe alterne sono provvedimenti inevitabili - dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente - ma per risolvere il problema dello smog devono essere accompagnati da politiche di sistema. I sindaci devono replicare le buone pratiche già in atto nei diversi comuni ma serve una svolta da parte del Governo con un piano straordinario sulla mobilità in città".

"Nonostante i primi e tardivi segnali messi in campo su input del ministro Delrio nella legge di stabilità, ad oggi il Governo Renzi non ha preso misure drastiche in materia per rendere l’auto privata l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini - prosegue Muroni - Serve un cambio di passo veloce e decisivo che sappia guardare anche a quelle buone pratiche già in atto nel Paese in termini di mobilità sostenibile, efficienza energetica e verde urbano. Non c’è più tempo da perdere, è ora di passare dalle parole ai fatti per il bene dell’ambiente e della salute dei cittadini".

Ecco le 12 misure virtuose antismog. Come la linea tram che collega Firenze a Scandicci. Lunga 7,4 km con 14 fermate, a quattro anni dalla sua attivazione ha registrato oltre 13 milioni di viaggiatori all’anno con almeno il 25% dell’utenza che in passato viaggiava su auto privata. Per Legambiente, da replicare c’è poi la zona 30 nelle aree residenziali come quella testata a Cagliari e a Torino Mirafiori. Nella città sarda la zona con limite a 30 km/h ha migliorato la circolazione e ha consentito un dimezzamento dei costi sostenuti per incidenti stradali dal 2011 al 2015. Nel capoluogo piemontese, invece, la mobilità slow è stata accompagnata da pratiche per la sicurezza stradale.

"Un’esperienza positiva - sottolinea Legambiente - che, insieme a quella delle bici cargo, avrebbe dovuto evolversi ed estendersi ma che invece è rimasta circoscritta". L’associazione ambientalista si augura, invece, che possa essere presa a modello insieme a quella dell’area C di Milano, una misura quest’ultima pensata per disincentivare l’utilizzo dei veicoli privati a favore del trasporto pubblico.

L’accesso all’area C (che coincide con la Ztl Cerchia dei Bastioni), nei giorni feriali e in orario diurno, è consentito solo a pagamento (5 euro) per la maggior parte delle auto, mentre è vietato per i veicoli inquinanti e gratuito per quelle a emissioni zero. Nel primo semestre del 2015, con quasi 96mila ingressi al giorno, il traffico è calato del 28,6% rispetto alla media del 2011. Al successo ha contribuito la crescente offerta di servizi di mobilità come il car sharing, dopo il primo avviato proprio da Legambiente nel 2001, e il potenziamento del trasporto pubblico grazie ai proventi del pedaggio.

Legambiente ricorda anche la bicipolitana di Pesaro, una metropolitana in superficie in cui le rotaie sono i percorsi ciclabili e le carrozze sono le biciclette. Lo schema utilizzato è quello delle metropolitane di tutto il mondo con linee (gialla, rossa, verde, arancione…) che collegano diverse zone della città, permettendo all’utente uno spostamento rapido, con zero spesa, zero inquinamento, zero stress. La metropolitana delle bici, attualmente in costruzione, occuperà un’estensione di circa 70 km, con 14 itinerari ciclabili e ciclopedonali, e collegherà le zone periferiche al centro della città.

Il Pony Zero Emissioni è una realtà che ha preso il via a Torino grazie alla Pony Zero, società nata nel 2013 con l’obiettivo di rivoluzionare, con una logica ecosostenibile, il settore delle spedizioni usando la bici e contribuendo a ridurre le emissioni inquinanti della logistica urbana.

C’è poi il servizio pedibus e bicibus scuola promosso dal comune di Reggio Emilia e che è diventato a tutti gli effetti uno servizio pubblico di trasporto per l’infanzia. C'è poi l'esempio virtuoso di Bolzano, unica città italiana dove meno di un terzo degli abitanti usa l’auto. Un risultato raggiunto, spiega Legambiente, riducendo i parcheggi di superficie, aumentando la sicurezza di chi si muove a piedi, ampliando le aree pedonali e facendo ricorso alle corsie protette per le bici in quei tratti di strada dove era impossibile garantire un'armonica convivenza tra i vari veicoli.

C’è poi l’esperienza avviata a Bari con il park&ride (parcheggi di interscambio con relativa tariffazione concentrica), attivato dall’amministrazione comunale, che consente agli automobilisti di parcheggiare il veicolo nelle aree di sosta periferiche d’interscambio e di raggiungere il centro con bus navetta.

Ancora. C’è l’esempio dell'hub delle merci di Parma che è riuscito a spostare, grazie ad accordi con operatori ferroviari ed enti territoriali, parte del trasporto delle merci da gomma a rotaie. Sul fronte dell’efficienza energetica, Legambiente ricorda che a far scuola sono anche le provincie di Trento e Bolzano, dove la certificazione energetica è oggi una pratica conosciuta e diffusa con standard obbligatori sia per le nuove case che per le ristrutturazioni.

Infine non meno importante la questione del verde urbano in città: piantare migliaia di alberi nelle strade e nei parchi perché assorbono emissioni inquinanti e CO2. Tra i tanti esempi Legambiente rilancia quello del bosco sociale di Ferrara, un progetto che ha come obiettivo quello di realizzare e gestire un bosco di comunità.

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