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Dalla naja al servizio civile, tutte le tappe

15 maggio 2017 | 12.24
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Giovani che hanno svolto il servizio civile in Expo a Milano (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

di Federica Mochi

Un servizio civile obbligatorio per coinvolgere "le aspettative dei giovani che vogliono servire lo Stato". E' questa la proposta lanciata ieri dal ministro della Difesa Roberta Pinotti a margine dell'adunata nazionale degli alpini a Treviso. E tanto è bastato per rievocare lo spettro della leva obbligatoria, che di fatto non è stata abolita ma sospesa da una legge del 2000 e che potrebbe essere riattivata solo in caso di 'gravissime crisi internazionali'.

"Non ho parlato di leva obbligatoria, ma di un progetto degli alpini per coinvolgere i giovani al servizio civile universale" ha specificato la ministra Pinotti, sottolineando come "diverse nazioni europee" stiano "rivalutando una partecipazione dei cittadini a un servizio allo Stato" e che "anche in Italia si sta pensando a un progetto che possa coinvolgere le aspettative dei giovani che vogliono servire lo Stato".

Ma cos'è e in cosa consiste il servizio civile?

Si tratta di un tipo di servizio che i cittadini di uno Stato possono prestare a favore di enti pubblici e o enti privati e che può essere svolto liberamente e volontariamente, oppure in presenza di particolari obblighi normativi, ad esempio in sostituzione del servizio militare obbligatorio (come nel caso di obiezione di coscienza), ove previsto. In Italia il servizio civile nazionale indica una tipologia di servizio civile che i cittadini possono prestare, in modo del tutto volontario, presso una serie di enti convenzionati con l'Ufficio nazionale per il servizio civile.

Le aree di intervento del servizio civile nazionale, si legge sul sito del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, sono riconducibili ai settori di ambiente, assistenza, educazione e promozione culturale, patrimonio artistico e culturale, protezione civile, servizio civile all'estero.

Il servizio civile viene introdotto nell'ordinamento italiano con la legge 15 dicembre 1972 n. 772 ed è inizialmente previsto come alternativa al servizio militare di leva e riservato a coloro che si fossero dichiarati obiettori di coscienza (così erano chiamati coloro che si rifiutavano di prestare servizio di leva per motivi personali, umanitari o religiosi).

Nel 1989 la Corte Costituzionale parifica la durata dei due servizi, militare e civile, incrementando la domanda di adesione al servizio civile obbligatorio da parte di associazioni locali del terzo settore, comuni, università, unità sanitarie locali. Tappa fondamentale, nel 1998, è la nascita dell'Ufficio Nazionale per il Servizio civile e la legge n. 230 del 1998 che riconosce l'obiezione di coscienza quale diritto del cittadino. Tale norma istituisce inoltre presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, l'Ufficio nazionale per il servizio civile con il compito di organizzare e gestire la chiamata, l'impiego, la formazione e l'addestramento degli obiettori.

Una svolta vera e propria si ha poi nel 2000 con la legge 331 che fissa al 1 gennaio 2007 la data di sospensione della leva obbligatoria, successivamente anticipata all'1 gennaio 2005. L'anno seguente viene istituito il servizio civile nazionale, qualificandolo non più come alternativo e sostitutivo del servizio di leva obbligatorio e riservato alle donne ed agli uomini inabili alla leva di età fino ai 26 anni, (soglia innalzata a 28 anni nel 2005).

Alla selezione possono partecipare tutti i giovani che abbiano compiuto il 18esimo anno di età e non abbiano superato il 28esimo, senza distinzione di sesso, e che alla data di presentazione della domanda siano in possesso della cittadinanza italiana, godano dei diritti civili e politici, e non siano stati condannati con sentenza di primo grado per delitti non colposi commessi mediante violenza contro persone o per delitti riguardanti l'appartenenza a gruppi eversivi o di criminalità organizzata.

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