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Dalla voce di donna Rachele alla moto di Mussolini, i 'misteri' di Villa Carpena

10 marzo 2014 | 18.26
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Macchie di colore rosso nella foto scattata con una termocamera. E una voce misteriosa che l'ultimo contadino della villa identifica con quella di donna Rachele Guidi, moglie di Benito Mussolini.

'Lui è qui', direbbe la moglie del capo del fascismo, mentre in altre tracce audio si sentirebbe 'A noi camerata', un colpo di tacchi e 'mamma'. Ad annunciare la svolta nel mistero di villa Carpena è Andrea Pugliese, del team di 'Ghost Hunter Padova', spiegando all'Adnkronos i risultati dell'indagine condotta presso Villa Carpena il 30-31 agosto 2013, con l'autorizzazione dei proprietari della villa nel comune di Forlì, a pochi chilometri da Predappio, ora trasformata in Museo 'Casa dei Ricordi'.

In quella villa erano stati in tanti a parlare di presunte apparizioni del capo del fascismo, c'è chi giura di aver sentito rumori e voci, presenze strane. ''In fase di analisi -spiega Pugliese- si sono evidenziati tre punti rossi, due sulla pedaliera e uno sul serbatoio della moto di Benito Mussolini, vicino alla scala che porta alla camere. Qualcuno, quella notte, mentre indagavamo, potrebbe essersi 'appoggiato' sulla moto. Non c'era nessuno tranne noi, né una fonte di calore''.

Non è finita. ''A Villa Carpena è stata riconosciuta la voce di donna Rachele'', spiegano i ricercatori di 'Ghost Hunter Padova'. ''Quando Arnaldo Nughini, l'ultimo contadino che ha lavorato per tanti anni i campi di donna Rachele, ha ascoltato l'Evp (fenomeno delle voci elettroniche, ndr), è saltato dalla sedia. Quel timbro lo conosceva bene. Ha voluto ascoltarlo più volte, poi ha detto sicuro: è la voce di donna Rachele. 'Lui è qui', dice il file audio attribuito alla moglie di Mussolini'', fino all'ultimo giorno della sua vita signora della villa.

''In un altro file audio -spiegano ancora i ricercatori del 'Ghost Hunter Padova'- è invece chiaro il rumore di un bimotore, ma nessun velivolo sorvolava il cielo la sera dell'indagine. Non è casuale il fatto che poco distante dalla Villa ci sia un eliporto dei Carabinieri, dismesso da anni, da dove partiva per le missioni il figlio del Duce, Bruno Mussolini''. ''Ieri -spiegano ancora gli 'acchiappafantasmi'- abbiamo consegnato i risultati della nostra ricerca a Domenico Morosini, proprietario di villa Carpena, che ci ha autorizzati alla pubblicazione del materiale anche sul sito www.ghosthunterpadova.it''.

Le indagini continueranno, assicura Andrea Pugliese: ''Abbiamo chiesto alla proprietà di Villa Carpena, che si è dimostrata sempre disponibile, l'autorizzazione per tornare la prossima estate ad approfondire altri aspetti''.

''La nostra -mette in chiaro l'indagatore del paranormale- è un'indagine scientifica e non ha a nulla a che vedere con motivazioni politiche. Fa parte del nostro percorso di ricerca, denominato 'Dentro la storia', perché -conclude Pugliese- ci porta a indagare i grandi fatti della prima e della seconda guerra mondiale''.

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