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#DallaTerraAllaTerra, la tutela del suolo è una priorità

04 dicembre 2020 | 15.26
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Dal Green New Deal alla bioeconomia circolare, dall'organico al compost, il Cic per la Giornata Mondiale del Suolo

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Urbanizzazione, deforestazione e sovrasfruttamento delle risorse stanno modificando i territori ed è sempre più evidente la necessità di invertire questa tendenza, prima che sia troppo tardi. Punto di partenza deve essere la tutela del suolo, risorsa strategica per l’Europa, fondamentale per rigenerare i territori, conservare la biodiversità, dare un maggiore sostegno all’agricoltura, lottare contro la desertificazione e i cambiamenti climatici. A ribadirlo è il Cic, il Consorzio Italiano Compostatori in occasione della quarta edizione del convegno #DallaTerraAllaTerra, versione digital, per celebrare la Giornata Mondiale del Suolo.

Il convegno è stato occasione per fare il punto sul Green New Deal e sull’importanza della bioeconomia circolare, sul ruolo della raccolta differenziata dei rifiuti organici e del compost per la conservazione e il miglioramento della qualità dei suoli e sui progetti di sostenibilità portati avanti ad Assisi. A partecipare sono stati esperti ed operatori del settore del biowaste, della bioeconomia e della scienza del suolo.

2mila anni per rigenerare 10 cm di suolo. “Il suolo è una risorsa non rinnovabile, 10 centimetri necessitano di 2000 anni per essere rigenerati - sottolinea Massimo Centemero, direttore del Cic - Per questo è urgente mettere in atto pratiche rigenerative atte ad arrestarne degrado e perdita di fertilità, riportando la materia organica nel suolo, per rendere il suolo più resiliente e fertile e per contribuire alla decarbonizzazione dell’atmosfera attraverso l’assorbimento di carbonio. Sono necessari interventi normativi che valorizzino il suolo e supportino le azioni che enti, imprenditori, associazioni stanno mettendo in campo per invertire la tendenza all’impoverimento dei suoli in sostanza organica”.

Il suolo e la sostanza organica sono risorse pregiate e limitate da tutelare e da usare in maniera efficiente. A dimostrarlo anche il fatto che l’Agenda 2030 dell’Onu e il Green Deal dell’Ue abbiano indicato tra le priorità proprio il ripristino della fertilità nei terreni agrari e la bonifica dei suoli contaminati. Non si devono dunque mettere in secondo piano gli effetti catastrofici che sta generando l’impronta dell’uomo sul Pianeta: bisogna investire nella bioeconomia circolare, pilastro del Green New Deal, per la ripartenza dell’Europa e dell’Italia.

Biowaste, un tesoro nelle cucine. In questo senso il cambiamento può partire proprio dalla valorizzazione del settore del biowaste, emblema dell’economia circolare: il rifiuto organico, che dalle cucine viene raccolto in modo differenziato, può trasformarsi infatti in compost, fertilizzante naturale che può tornare alla terra e rivitalizzare il suolo, e in energia sotto forma di biogas. L’Italia - nonostante sconti ancora una carenza di impianti per il trattamento soprattutto al Sud - è infatti un paese virtuoso per la raccolta differenziata dell’organico: secondo le stime del CIC, nel 2018 sono state prodotti oltre 2 milioni di tonnellate compost che hanno contribuito a stoccare nel terreno 600.000 t di sostanza organica e risparmiare 3,8 milioni di tonnellate di CO2 equivalente/anno rispetto all’avvio in discarica ed hanno inoltre permesso di ottenere 312 milioni di Nm3 di biogas, corrispondenti a una produzione energetica di 624.000 MWh e 100 milioni di Nm3 di biometano.

Al centro del convegno anche il recepimento del pacchetto sull’Economia Circolare, grazie al quale sono stati fatti alcuni importanti passi avanti anticipando al 2021 l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti organici su tutto il territorio nazionale - e non entro il 2023 come previsto a livello europeo. Ma soprattutto è stato introdotto il concetto di qualità della raccolta differenziata dell’organico, che rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma: sono stati fissati obiettivi per l’effettivo riciclo dei rifiuti raccolti per stimolare una raccolta di qualità e che riduca la produzione di scarti durante il processo di trasformazione.

“Non basta fare la raccolta differenziata, bisogna farla bene: a maggior ragione per quanto riguarda la frazione organica, più la raccolta è di qualità più l’intera filiera diventa sostenibile e più il compost è buono e in grado garantire elementi nutritivi alla terra migliorando la salute e la lavorabilità dei suoli, attenuando i fenomeni di desertificazione in atto in Italia”, dice Flavio Bizzoni, presidente del Cic. È necessario quindi riportare la sostanza organica nel suolo, con il duplice effetto di contribuire alla decarbonizzazione attraverso il sequestro di carbonio nel suolo rendendolo al contempo più resiliente e più fertile.

Per questo da oltre un anno il Cic promuove insieme allo European Compost Network la Piattaforma S.O.S. Soil Save rganics in Soil, "salva mantieni, conserva la sostanza organica del suolo", con l’obiettivo di rendere noti i benefici legati al mantenimento o all’incremento del tasso di sostanza organica nel suolo. “La Giornata Mondiale del Suolo è l’occasione per invitare sempre più enti, associazioni, aziende, consorzi, cittadini ed esperti della comunicazione ad aderire alla nostra iniziativa e a lavorare per sensibilizzare cittadini e politica in Europa e in Italia sul tema della difesa e rigenerazione del suolo”, spiega Massimo Centemero.

Il progetto 'green' Fra' Sole. Il convegno ha inoltre esposto gli sviluppi di Fra’ Sole, il progetto di sostenibilità del Complesso Monumentale del Sacro Convento di Assisi che prevede anche un punto di compostaggio circolare installato nei pressi degli orti del Sacro Convento in collaborazione con il Cic. Un esempio tutto italiano che racconta l’importanza della raccolta differenziata dei rifiuti organici e del legame tra essa, il compost e la rigenerazione dei suoli: proprio in occasione della Giornata Mondiale del Suolo quest’anno nell’uliveto del Sacro Convento il Cic insieme a Padre Antonello Fanelli ha messo a dimora un ulivo in un’area fertilizzata proprio con il compost ottenuto con gli scarti prodotti dalla mensa del Sacro Convento e dalle potature che derivano dalla manutenzione del verde dell’orto dei frati francescani.

“Quest’ulivo da una parte intende rafforzare il legame con la città di Assisi che ha ospitato le passate edizioni del convegno e dall’altra è un simbolo di speranza in questo anno così difficile, per invitarci a prenderci cura del suolo e in generale della Terra. Nel 2020 siamo stati chiamati a fronteggiare un’emergenza inaspettata, tuttavia non possiamo lasciare crescere le altre minacce ambientali. Anche per questo ribadiamo il nostro ringraziamento agli impianti e a tutti gli operatori del settore del biowaste: in questo anno con il loro lavoro, avvenuto spesso in condizioni difficoltose, hanno continuato a garantire la chiusura del ciclo del recupero dei rifiuti organici con la produzione di sostanza organica, evitando così al Paese di affrontare anche un’emergenza ambientale”, conclude Flavio Bizzoni, presidente del Cic.

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