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Dall'oppio alle capsule di 'Spasmo', maxi sequestro a Roma

09 settembre 2015 | 10.04
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Circa 4760 bulbi di papavero da oppio dal peso complessivo di 7 kg, tabacco di produzione indiana illegalmente importato in Italia per 37 kg, e oltre 3.500 capsule di ”Spasmo Proxyvon plus”, un pericoloso medicinale venduto a basso costo utilizzato dagli eroinomani. E’ quanto sequestrato dalla Polizia di Stato a Porta Maggiore che ha arrestato un indiano di 40 anni e un nepalese di 30. I due avevano messo in piedi un commercio di sostanze vietate, utilizzando come copertura il loro negozio di prodotti alimentari in via di Torpignattara.

L’operazione portata a termine dagli agenti del Commissariato di Porta Maggiore, coordinati da Giovanni Di Sabato, è stata avviata dopo aver appreso della circolazione della droga ed aver notato un sospetto via-vai di persone in questo negozio di alimentari. Al momento del controllo è stato identificato il nepalese, il quale ha mostrato subito segni di nervosismo. Dietro alcune confezioni di farina poste su alcuni ripiani degli scaffali i poliziotti hanno trovato 60 pacchi di plastica contenenti complessivamente 4200 bulbi di papavero da oppio, oltre ad una busta con all’interno una confezione “Spasmo Proxyvon plus” con 24 capsule.

Proseguendo la perquisizione sono poi stati trovati e sequestrati, nascosti dietro altri scaffali, oltre 37 kg di una marca di tabacco di produzione indiana illegalmente importata in Italia. Da ulteriori accertamenti gli investigatori sono risaliti all’abitazione, poco distante, del suo complice, il 40enne indiano, che nascondeva all’interno dell’appartamento altri 8 pacchi con altri 560 bulbi.

In cantina poi sono state trovate altre 18 scatole con all’interno circa 3500 capsule dello “spasmo proxyvon”, farmaco particolarmente pericoloso per la salute. Capace infatti di creare allucinazioni, dipendenza, influenzando il sistema nervoso, assunto anche a basse dosi, può provocare persino la morte.

Per quanto riguarda invece i bulbi di oppio, si tratta dello scarto della lavorazione della pianta. Da questi e’ possibile produrre morfina oppure i bulbi possono essere sgretolati e fumati. Anche in questo caso, si tratta di una vera e propria “droga dei poveri”, visto il suo basso costo. I due stranieri dopo essere stati accompagnati negli uffici di Polizia ed al termine degli accertamenti di rito, sono stati arrestati per il reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

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