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David Donatello, Muccino esce dalla giuria: cosa è successo

06 maggio 2021 | 13.40
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Il regista su Twitter: "Non mi riconosco nei criteri di selezione che da anni contraddistinguono quello che era un tempo il premio più ambito dopo l’Oscar"

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(Foto Fotogramma)

"Sono uscito dalla giuria dei David Di Donatello. Non mi riconosco nei criteri di selezione che da anni contraddistinguono quello che era un tempo il premio più ambito dopo l’Oscar". Così Gabriele Muccino su Twitter, confermando di essere uscito dalla Giuria del Premio. Non è la prima volta che il regista si mostra in aperta polemica con i David di Donatello. "Non mi presenterò più nelle categorie di Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura, in futuro", ha annunciato poi.

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"Sto meditando di uscire dall’Accademia dei David di Donatello come giurato e non presentare mai più in futuro i miei film in gara. Non lo si può più considerare, come fu, il premio più prestigioso del cinema italiano nel mondo", aveva scritto in un tweet del 3 aprile. "Mi tiro fuori con amarezza, non certo invidia, per aver adorato il NOSTRO cinema più nobile e vederlo ridotto ad una schermaglia tra film minori, ignorati e /o sopravvalutati. Mi dispiace anche per il pubblico che ha perso interesse assistendo a gare tra film sconosciuti", aveva scritto ancora. "Come crediamo di riportare il pubblico italiano a tifare per il nostro cinema se i titoli in gara sono sconosciuti ai molti, e peraltro nemmeno tra i più amati!? Lo scollamento sarà sempre più marcato e disastroso per l’intera industria del cinema e della sua filiera", aveva aggiunto in un altro tweet concludendo: "Un saluto rispettoso va però al Presidente e a Direttore Piera Detassis che sta cercando di risolvere con tutta se stessa gli enormi problemi ereditati da anni di clientelismo in cui addirittura i defunti votavano... Viva allora il cinema italiano, quello vivo.".

Nel corso della sua carriera, Muccino ha ricevuto sette candidature ai David e ne ha vinti tre, uno competitivo (Miglior regista per L’ultimo bacio nel 2001) e due speciali (“per i suoi successi negli Stati Uniti come autore e come regista” nel 2008 e il David dello Spettatore per A casa tutti bene nel 2019).

Qualche giorno prima, in occasione dell'annuncio sulle candidature del 2021, dalle quali è stato escluso per quelle maggiori con il suo 'Gli anni più belli', aveva scritto : "Diciamocelo, cari Giurati del @PremiDavid: questa ennesima volta (è dal 2003 che snobbate il mio lavoro), l’avete fatta grossa. A perdere non sono io, ma la vostra credibilità, smarrita peraltro da tempo".

Il film 'Gli anni più belli' ha ottenuto due candidature ai David: quello alla miglior attrice protagonista (Micaela Ramazzotti) e alla miglior canzone originale (Claudio Baglioni), ma non quello alla Miglior regia, né alla Miglior sceneggiatura. Muccino se l'era presa con i giurati anche per la scelta di candidare il film 'Favolacce' dei fratelli D'Innocenzo: "Sto provando a guardare da stamattina Favolacce. Non lo sono ancora riuscito a finire", aveva scritto lapidario.

Andando indietro nel tempo, al regista de 'L'ultimo bacio' non era andata giù neanche l'esclusione dal premio per la Miglior Regia di 'A casa tutti bene', del 2018, film che aveva registrato grande successo di botteghino. "Il film meritava assai di più e dispiace doverlo scrivere", aveva scritto Muccino. "Non sono presuntuoso, anche se sono certo che ora lo penserete categoricamente", aveva aggiunto.

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