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Dazi, Descalzi: "Mercati sviluppati vanno verso apertura"

31 marzo 2017 | 21.21
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Vicenza, 31 mar. (Adnkronos) - "L'introduzione di dazi da parte degli Stati Uniti verso le merci europee rappresenta una scelta che sembra andare controcorrente, perché i mercati sviluppati tendono sempre ad aprirsi. Andare contro una globalizzazione e controcorrente richiede molta energia e non ce n'è da buttare". A sottolinearlo l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, secondo cui in ogni caso il tema "deve essere ancora ragionato".

"Dobbiamo capire se i dazi siano più uno slogan", ha aggiunto, ricordando anche che "gli Stati Uniti adesso devono esportare e se uno si chiude e crea delle barriere all'ingresso non può pensare che non ci siano barriere sulla sua esportazione". Il tema rischia però di creare un doppio problema all'Europa: "Se effettivamente estrapoliamo i dazi americani e le sanzioni russe rimaniamo schiacciati senza poter esportare da nessuna parte", ha continuato Descalzi, intervenendo al Festival Città Impresa a Vicenza.

In ogni caso "è presto per capire se questa sia un'idea o se dietro ci sia già uno schema esecutivo e fare previsioni è difficile perché si tratta di qualcosa di inaspettato", senza considerare che "ci sono anche dei momenti negoziali". Altro tema su cui è difficile fare previsioni è quello della Brexit. "E un periodo volatile - ha continuato Descalzi a margine dell'evento - Il nostro è un mercato aperto e siamo in un sistema globale, fare marcia indietro è difficile". Sull'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea "è partito il processo e serve capire quali siano le regole del gioco, cosa chiederà l'Europa e cosa chiederà la Gran Bretagna".

Politica energetica europea- "L'Europa deve fare una sua politica comune energetica perché non produce energia e perché non possiamo essere nelle mani di un fornitore sole, che poi può presentare il conto" sostiene l'ad di Eni. E' "importante sviluppare un hub dell'est del Mediterraneo, fra Egitto, Israele e Cipro, e più in generale il continente africano. Nel Mediterraneo questi paesi si stanno aggregando intorno al concetto di un hub energetico che ha come target l'Europa", ha spiegato parlando al Festival Città Impresa a Vicenza, spiegando che sono già stati trovati 3500 miliardi di metri cubi di gas "ma può passare a quasi 9mila miliardi di metri cubi".

Legami Russia-Europa - "I legami fra Russia e Europa sono fortissimi e vitali" dice Descalzi, parlando al Festival Città Impresa a Vicenza. "Questo, ha continuato, avviene perché il 40-45% dell'energia ci viene dalla Russia, che quest'anno ci ha inviato circa 180 miliardi di metri cubi di gas". "Non riusciamo a illuminarci, a gestire il nostro sistema industriale senza questa energia", ha continuato. "Se poi si guarda al tema di un'Europa schiacciata fra Russia e Stati Uniti, la colpa non è dell'uno né dell'altro, ma dell'Europa stessa" aggiunge.

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