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Conti pubblici: Unimpresa, in 2014 debito enti locali sceso di 9,4 mld

28 febbraio 2015 | 14.13
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Da un'indagine di Unimpresa risulta che la finanza pubblica migliora a livello territoriale con un 'rosso' che è sceso dell'8,7% nello scorso anno rispetto a quello precedente. Il presidente dell'Unione Nazionale di Imprese Longobardi: "Che fine ha fatto la spending review su amministrazioni centrali?"

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(Infophoto)

Migliora la finanza pubblica a livello territoriale. A renderlo noto il Centro Studi di Unimpresa che calcola come il debito delle regioni, delle province e dei comuni nel corso del 2014 sia calato complessivamente di 9,4 miliardi di euro rispetto all'anno precedente. Alla fine del 2013 il 'rosso' nei conti degli enti locali era di 108,6 miliardi e 12 mesi più tardi è sceso a 99,1 miliardi con una riduzione vicina al 9%. Sia in termini percentuali sia in valore assoluto, la riduzione più significativa è quella del debito delle regioni sceso di 3,3 miliardi pari a una contrazione dell'8,88%.

Nell'analisi sul debito degli enti locali e territoriali, realizzata dal Centro studi di Unimpresa, si ricorda come poi il debito dello Stato centrale sia invece cresciuto di 66,2 miliardi (+3,2%) dai 2.068,7 miliardi di dicembre 2013 ai 2.134,9 miliardi di dicembre 2014. Secondo l'indagine di Unimpresa, basata su dati della Banca d'Italia, in totale il debito delle regioni, delle province e dei comuni italiani è diminuito nel corso dell'ultimo anno di 9,4 miliardi (-8,67%) passando da 108,6 miliardi di dicembre 2013 ai 99,1 miliardi di dicembre 2014.

Nel dettaglio, è calato il debito delle regioni (in cui vengono comprese le province autonome di Trento e Bolzano) di 3,3 miliardi (-8,88%) dai 37,3 miliardi del 2013 ai 33,9 del 2014. Scende anche quello delle province di 387 milioni (-4,59%) da 8,4 miliardi a 8,1 miliardi e in diminuzione è risultato anche quello dei comuni, sceso di 2,1 miliardi (-4,59%) da 47,4 miliardi a 45,2 miliardi. Si è ridotto, poi, anche quello di altri enti pubblici (tra cui quelli previdenziali) calato di 3,5 miliardi (-23,02%) da 15,3 miliardi a 11,8 miliardi.

"I dati sono utili per riflettere sugli indispensabili tagli alla spesa pubblica. Negli ultimi anni - commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi - si è spesso puntato il dito contro le autonomie locali, sostenendo che i disastri della finanza pubblica siano cagionati dalla periferia e non dalle amministrazioni centrali. Invece, è evidente come proprio a livello territoriale si registra una gestione virtuosa del debito, ridottosi a tutti i livelli nelle regioni, nelle province e nei comuni".

Secondo Longobardi "se il governo intende intervenire sulla spesa pubblica deve aggredire i conti dei ministeri e degli apparati centrali che erano stato oggetto di una dettagliata analisi da parte della commissione sulla spending review, coordinata dal dottor Carlo Cottarelli, poi inspiegabilmente accantonata".

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