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Rinnovabili: Cib, con firma decreto nuove opportunità per biogas

24 giugno 2016 | 10.39
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Il decreto sulle rinnovabili apre le porte a nuove opportunità per il biogas e le stalle italiane. Ne è convinto Piero Gattoni, presidente del Cib, Consorzio italiano biogas, secondo cui "la firma del nuovo decreto sulle rinnovabili non fotovoltaiche da parte del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, sblocca finalmente una situazione di stallo normativo che ha impedito a tante iniziative imprenditoriali pianificate nel corso del 2015 di entrare in esercizio nel 2016”.

Inoltre, sottolinea gattoni, "siamo molto soddisfatti per l’operato del nuovo ministro della Sviluppo Economico, Carlo Calenda che dopo una fase di attenta analisi del testo ha rapidamente sbloccato il decreto, come promesso". Questo decreto, spiega il presidente del Cib, "conferma l’importanza della filiera italiana della digestione anaerobica a cui viene riconosciuto, insieme al resto del settore energetico da biomasse, per il 2016, un obiettivo di crescita di 90 MW di potenza nominale installata".

Questo provvedimento, dunque, "tanto atteso, in particolar modo dal settore zootecnico, può favorire nuovi investimenti nelle stalle e contribuire a rendere gli allevamenti italiani più efficienti e sostenibili, permettendo agli agricoltori di continuare a produrre i prodotti alimentari di qualità per cui l’Italia è famosa in tutto il mondo”.

A questo punto, l'auspicio di Gattoni "è che il ministro Calenda prosegua con questa determinazione nella definizione dello scenario post 2016, tenendo conto degli obiettivi di medio – lungo periodo con una pianificazione chiara e stabile, al fine di consentire al settore industriale di programmare la crescita e lo sviluppo sia delle tecnologie che della ricerca".

Anche in questa fase, conclude Gattoni, "il Cib sarà propositivo con il governo per indicare un percorso che massimizzi l’efficacia delle risorse destinate a consolidare un settore in grado di contribuire alla decarbonizzazione del nostro sistema energetico, con una significativa ricaduta nella crescita dei green job in Italia, con 12.000 posti di lavoro stabili già creati negli ultimi 5 anni e grandi potenzialità di sviluppo nel meridione”.

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