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Delitto del catamarano, De Cristofaro evade dal carcere di Porto Azzurro

28 aprile 2014 | 14.29
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Livorno, 28 apr. (Adnkronos/Ign) - E' evaso dal carcere di Porto Azzurro Filippo De Cristofaro, condannato all’ergastolo per l’omicidio della skipper Annarita Curina avvenuto 26 anni fa.

De Cristofaro, secondo quanto si è appreso, sarebbe dovuto rientrare nel penitenziario dell'isola d'Elba dopo un permesso premio di tre giorni in occasione della Pasqua. Sembra che De Cristofaro avesse chiesto di allontanarsi dall'isola per poter godere di questo premio.

Stando a quanto riferiscono fonti di polizia penitenziaria manteneva una condotta irreprensibile. Ha lavorato a Porto Azzurro, svolgendo mansioni di scrivano.

La dinamica ricorda da vicino l'evasione che l'ergastolano compì nel 2007 dal carcere di Opera. Sul caso sta indagando la squadra mobile della Questura di Livorno sotto il coordinamento della Procura di Ancona. Le indagini sono a tutto raggio e gli investigatori cercano anche di capire se De Cristofaro possa aver usufruito dell'appoggio di complici per mettere in atto il suo piano.

26 ANNI FA IL DELITTO DEL CATAMARANO - Era il 28 giugno 1988, quando al largo di Marzocca di Senigallia (Ancona) venne recuperato da un peschereccio il cadavere di Annarita Curina, skipper 34enne. Per l'omicidio della donna, uccisa a colpi di machete, De Cristofaro fu condannato all'ergastolo con l'accusa di averla uccisa con la complicità della sua compagna olandese, la 17enne Diana Beyer. Movente del delitto, rubare ad Annarita il catamarano e veleggiare per il mondo con la sua amica.

I due avevano affittato il catamarano della skipper, l'Arx, ma il loro vero piano era impadronirsi dell'imbarcazione per poi fuggire in Polinesia. Il 10 giugno l'omicidio: Diana, secondo i giudici spinta dall'amante, pugnalò al fianco la skipper mentre stava riposando sottocoperta. Ma fu De Cristofaro a finirla con un machete che si trovava a bordo. Entrambi gettarono poi il corpo in mare. Quando fu ritrovato il corpo senza vita di Annarita, a bordo dell'imbarcazione era già salito un amico olandese della coppia, in seguito condannato per il furto del natante. I tre furono poi rintracciati dalla polizia in Tunisia, mentre tentavano di fuggire dopo aver abbandonato la barca.

Processata dal tribunale dei minori, il 17 dicembre 1988, Diana Beyer venne condannata a sei anni e sei mesi di reclusione. Più pesante la condanna per De Cristofaro: 30 anni in primo grado, pena tramutata nell'ergastolo in Appello e in Cassazione, il 5 giugno 1991.

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