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Delitto di Cogne, gli psichiatri: “Annamaria Franzoni può essere risocializzata”

19 giugno 2014 | 21.02
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E’ quanto emerge dall’integrazione della perizia sulla donna, condannata a sedici anni, per aver ucciso il figlio Samuele Lorenzi nel 2002. L’approfondimento servirà al giudice per decidere se accogliere o meno la richiesta di detenzione domiciliare. Il perito di parte, Pietrini sulla possibilità di una recidiva: “E’ nella fantasia di chi vuole leggerla”

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Per Anna Maria Franzoni, la mamma di Cogne condannata a sedici anni per aver ucciso nel 2002 il figlio Samuele Lorenzi, c’è la possibilità di risocializzazione, dentro ma anche fuori dal carcere. È in sostanza quanto emerge dall’integrazione della perizia, richiesta dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna, e depositata giovedì. L’approfondimento dell’analisi psichiatrica servirà al giudice per decidere se accogliere o meno la richiesta di detenzione domiciliare, avanzata dalla difesa di Franzoni.

Un passaggio, commenta con l’Adnkronos il perito di parte Pietro Pietrini, “che è in linea con quanto emerso in precedenza e che rafforza l’analisi secondo la quale Anna Maria Franzoni possa riprendere un suo percorso di vita fuori dal carcere”. “Credo che il professore Augusto Balloni (perito designato dal Tribunale, ndr) e io abbiamo fornito gli approfondimenti ulteriori di alcuni punti come ci è stato chiesto dal Tribunale” aggiunge Pietrini, rimarcando che “sul tema della genitorialità non esistono, né sono mai esistiti dubbi”. Pietrini sgombra il campo anche dalla possibilità di una recidiva. “Questa - conclude - è nella fantasia di chi vuole leggerla”.

La prossima udienza davanti al giudice di Bologna sull’istanza di scarcerazione di Franzoni è fissata per il 24 giugno.

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