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Lega: Genova, Salvini contestato, devi morire

02 maggio 2015 | 18.47
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Il leader della Lega: "Se divento premier, la gente con casco e spranga viene arrestata dopo venti metri, altro che quello che è successo a Milano". Rivolto a J-Ax: "Sta invecchiando male. Spero di non rimbambirmi, come lui"

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(Infophoto)

"Salvini via da Genova, devi morire e non sarà di vecchiaia". Una decina di contestatori ha gridato slogan, insulti e minacce contro il segretario federale della Lega Nord, a Genova per una manifestazione elettorale. "Vai a lavorare - ha risposto il leader del Carroccio - le ruspe dopo averle usate per i campi rom le usiamo per i centri sociali. Questi - ha aggiunto - sono quelli di Milano, che hanno devastato una città". I manifestanti hanno anche esposto uno striscione con la scritta "i leghisti a nomadare" e cantato Bella Ciao. Salvini ha poi annunciato: "Se divento io premier, la gente con casco e spranga viene arrestata dopo venti metri, altro che quello che è successo a Milano".

Dopo quanto accaduto ieri, "mi aspetto le dimissioni di qualcuno. Non può passare come se fosse normale. Chi? Estraggano a sorte, Renzi, Alfano - ha detto il leader della Lega - Qualcuno deve ripagare i danni, ma il danno alla città non lo ripaga nessuno. Quelle immagini hanno fatto il giro del mondo: ci siamo fatti ridere dietro da tutto il mondo".

Secondo Salvini, dei tafferugli "sono responsabili gli stronzi che hanno distrutto ma soprattutto quelli che glielo hanno permesso. C'è un ministro dell'Interno che non sa fare il suo lavoro, c'è un presidente del Consiglio che oggi dice che sono 'quattro teppistelli figli di papà': se uno stato sovrano non riesce a tenere a bada quattro teppistelli figli di papà, cambia lavoro, datti al volontariato, vai ad aiutare gli anziani, vai a pescare, preoccupati dei francobolli. Fai qualcos'altro, ma non il presidente del Consiglio. Abbiamo al governo degli incapaci totali".

"Non è accettabile - ha aggiunto Salvini - che qualcuno oggi scriva che, siccome non c'è scappato il morto, allora non è andata così male. Mi domando se mettere a ferro e fuoco una città e far fare una figura di 'palta' a una città come Milano sia normale".

"Io ieri la manifestazione non l'avrei permessa - ha continuato il leader della Lega - io questi non li avrei fatti partire. Quando ti vedo col casco, ti blindo, ti metto sul blindato e non ti muovi. Non dovevano neanche cominciare a camminare. Serve l'arresto preventivo. Se tu oggi vieni qua in piazza con il casco e la mazza, io ti porto via perché mi può venire il dubbio che tu non sia lì a dimostrare per la fame nel mondo".

Quanto al sindaco di Milano, secondo Salvini "ci poteva pensare prima di coccolare i centri sociali: quando uno coccola i centri sociali, li difende, li protegge e li legalizza, poi non si stupisca se in piazza ne succedono di tutti i colori. Bisogna dire basta: i centri sociali noi li chiudiamo".

Poi, a proposito delle dichiarazioni rilasciate da un giovane manifestante, ha rincarato: "Oggi il cretino ha chiesto scusa e ha detto che va a pulire. Dovrebbe pulire con la lingua, l'imbecille. Anche i cantanti, giornalisti, professori che han detto 'va beh', al massimo imbrattano qualche vetrina: li vorrei vedere con la lingua a pulire i danni fatti". In merito, poi, alle critiche mosse ieri dal palco di Roma dal cantante J-Ax nei confronti della Lega, Salvini ha risposto: "J-Ax sta invecchiando male. Spero di non rimbambirmi, come lui".

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