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Di Risio, 'così DR è il brand con la crescita più forte nel 2021, ora espansione all'estero'

04 maggio 2021 | 15.10
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Il presidente e fondatore del marchio molisano annuncia 'nuovi modelli, elettrificati e con nuove dotazioni sicurezza. E continuiamo ad assumere'

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"Quelli che stiamo raccogliendo sono risultati importanti che arrivano da lontano, almeno dalla ripartenza del 2016 con il lancio di nuovi modelli e i passi in avanti compiuti su qualità, tecnologie e design. Nonostante la pandemia nel 2020 abbiamo lanciato nuovi modelli, abbiamo rinfrescato la gamma DR e creato il brand Evo, iniziando un trend di crescita costante che ci ha permesso di chiudere l'anno con volumi sostanzialmente identici rispetto al 2019". Così Massimo Di Risio, fondatore e presidente di DR, sintetizza all'Adnkronos le ambizioni della casa automobilistica molisana che nei primi mesi del 2021 ha messo a segno il primato della crescita maggiore sul nostro mercato, con +257%

Il brand ha infatti immatricolato 2.173 vetture mesi con una quota di mercato salita allo 0,37%, con un +257,40% sullo stesso periodo del 2020 che fa impallidire gli aumenti a doppia cifra dei brand più noti: ad aprile le 611 auto vendute dal brand molisano 'affiancano' i risultati di Honda e si lasciano dietro marchi ben più radicati e conosciuti. "Ma il confronto statistico con aprile 2020 non ha senso" - sottolinea - visto che lo scorso anno l'Italia era 'chiusa per lockdown': "invece è emblematico il +228% sul 2019 mentre nei primi quattro mesi la crescita rispetto a due anni fa è del 113%"

Parte del risultato è dovuto al raddoppio dell'offerta che oggi si articola sul marchio DR, con tre modelli costruiti in Cina da Chery Automobile e 'rifiniti' a Macchia d'Isernia, e sul nuovo brand Evo (che ai prodotti Chery affianca quelli di JAC Motors, altro colosso cinese), che - spiega il fondatore - "ha un'offerta low-price non low-cost, con un elevato rapporto qualità-prezzo e modelli full optional di serie, rispettando quella che è sempre stata la nostra prerogativa".

"Con DR, soprattutto con la nuova F35 che ha un look decisamente distintivo, frutto delle scelte del nostro Centro Stile, cerchiamo di posizionarci più in alto, puntando non solo sul prezzo ma anche sul design: e siamo soddisfatti - spiega - perche' ad aprile DR ha rappresentato il 55% dei volumi complessivi del gruppo". Visti i risultati già raggiunti "per il 2021 è ragionevole pensare a un raddoppio delle vendite in Italia attestandoci intorno alle 8 mila unità. Una crescita che da novembre 2020 ci ha costretto a varare il doppio turno produttivo e continuiamo ad assumere sia nella produzione che nella parte amministrativa, commerciale e logistica".

Per confermare il trend di crescita verticale, spiega il fondatore di DR, "andiamo verso una riorganizzazione del gruppo per i due brand, anche perché sono in arrivo novità per entrambi i marchi, sempre però restando nel segmento Suv. Inoltre stiamo lavorando sulla rete, che oggi conta 150 dealer fra DR e Evo, con l'obiettivo di arrivare a 200 entro fine anno e avere una diffusione capillare" sul territorio nazionale.

Ma all'orizzonte si prospettano sfide ancora più importanti: "Speriamo, pandemia permettendo, di proseguire il piano di espansione all'estero che avevamo già avviato. Abbiamo già una trentina di dealer in Spagna, avevamo appena aperto un dealer a Bordeaux nell'ottica di una crescita sul mercato francese, ma ci siamo dovuti fermare, e poi abbiamo un grosso distributore in Bulgaria che copre anche la Macedonia. Ma abbiamo anche contatti aperti in Belgio, Austria e Germania, mercati dove speriamo di poter sbarcare nel 2022".

Unico fra i principali costruttori ad avere la sede legale in Italia, il gruppo DR vanta "un forte legame con la nostra regione, nella quale, peraltro, siamo una delle imprese fondamentali, assieme alla Fiat di Termoli e al produttore di pasta 'La Molisana' ".

A sostenere le ambizioni, l'acccoglienza riservata ai prodotti della Dr ed Evo, che mostrano una evidente crescita qualitativa, merito anche della crescita dei partner cinesi. "Le nuove DR - sottolinea il fondatore del gruppo - vengono prodotte nello stabilimento di Changshu, lo stesso in cui nascono le Jaguar e Land Rover per il mercato cinese, e condividono la stessa piattaforma T1X" dei modelli top di gamma di Chery, uno dei principali costruttori locali. Rispetto agli inizi, "quando i nostri addetti assemblavano meccanica e carrozzeria, oggi le auto sono realizzate in gran parte in Cina su nostri progetti, mentre qui interveniamo su componenti estetiche, omologazione e doppia alimentazione".

Una attenzione, quello all'offerta bi-fuel, che neppure la elettrificazione 'forzata' di questi anni sembra avere scalfito: "In gamma abbiamo anche noi una 100% elettrica, la Evo Electric, e fra i modelli in arrivo ci saranno ibridi benzina e full electric, ma questa tecnologia è ancora 'acerba' per il nostro mercato. Noi restiamo forti sostenitori del bi-fuel vista anche la situazione delle infrastrutture per le auto elettriche, al di là un uso prevalentemente cittadino. Sul resto del territorio, invece, la scelta che chiamiamo 'thermo-hybrid' è la più concreta e pratica, con benefici sia in termini di fiscalità che di emissioni, senza contare la semplicità e l'economicità del rifornimento con il Gpl".

"Non a caso ad aprile il 98% dei nostri volumi è rappresentato da vetture a doppia alimentazione: grazie anche all'esperienza che abbiamo fatto sin dal 2006 con il nostro partner Brc, i nostri sistemi - conclude Di Risio - sono affidabili e performanti" con un minimo sovrapprezzo di listino.

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