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Mafia: Dia confisca beni per 1.100.000 euro a famiglia Annaloro

30 giugno 2014 | 12.05
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Personaggio 'storico' di cosa nostra nissena ed in particolare di Riesi, attualmente sta scontando l'ergastolo per reati di strage, omicidi ed associazione mafiosa

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La Direzione Investigativa Antimafia di Caltanissetta sta procedendo all'esecuzione di un decreto di confisca beni emesso, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Caltanissetta - Sez. Misure di Prevenzione - a seguito di proposta del Direttore della Dia, Arturo De Felice, nei confronti di Francesco Ciccio Annaloro, 64enne di Riesi (Cl). La stima complessiva dei predetti beni immobili e delle disponibilità finanziarie ammonta a circa Euro 1.100.000.

Personaggio 'storico' di Cosa Nostra nissena ed in particolare di Riesi, Annaloro, spiega una nota della Dia, attualmente sta scontando la pena dell'ergastolo - derivante dal cumulo delle pene di complessivi di 7 ergastoli - per i reati di strage, omicidi ed associazione mafiosa.

Noto come Francesco Annaloro è il figlio del defunto boss Luigi e la sua storia criminale è strettamente collegata a quella della famiglia del più noto boss Giuseppe Di Cristina detto 'La Tigre'. Quando quest'ultimo venne ucciso, Francesco scalò i vertici della cosca fino a rivestirne ruoli apicali.

Annaloro risulta uno dei principali protagonisti della guerra di mafia che ha segnato il territorio di Riesi negli anni 90, per quei fatti delittuosi, infatti, è stato condannato definitivamente quale autore di 7 omicidi commessi tra il 1987 e il 1992. Le complesse attività della Dia, caratterizzatasi da una articolata ricostruzione storica del patrimonio immobiliare riconducibile all'Annaloro, risalente alla fine degli anni 80, hanno consentito di evidenziare una vistosa sproporzione tra i beni immobili e le capacità reddituali del proposto.

Peraltro, è stato accertato che il patrimonio immobiliare oggetto della confisca, era stato acquisito dal proposto durante il periodo in cui lo stesso era attivamente inserito nell'organizzazione mafiosa, partecipando direttamente a gravissime attività delittuose, per le quali è stato condannato con più sentenze passate in giudicato.

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