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Dia di Lecce confisca beni per 1,5 milioni di euro, c'è anche una tigre siberiana

19 marzo 2014 | 11.18
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La Direzione Investigativa Antimafia di Lecce ha confiscato, in via definitiva, beni mobili e immobili riconducibili a Lucio Vetrugno, 55 anni di Monteroni (Lecce), ucciso con un colpo di pistola il 22 dicembre del 2010, già condannato per associazione di tipo mafioso per aver fatto parte, come elemento di spicco, del clan Tornese, egemone a Monteroni e nei territori limitrofi. Vetrugno era considerato elemento di spicco della Sacra Corona Unita. I beni, per oltre 1,5 milioni di euro, sono stati confiscati ai suoi eredi.

Il provvedimento di confisca definitiva è stato emesso dalla Prima Sezione Penale del Tribunale di Lecce a seguito della proposta di misura patrimoniale avanzata dal Procuratore della Repubblica di Lecce, a conclusione di articolate indagini patrimoniali svolte dalla locale Sezione Operativa della Dia, che hanno consentito di accertare una manifesta sproporzione tra gli esigui redditi dichiarati da Vetrugno e l'ingente patrimonio a lui riconducibile, costituito da un bar, due sale giochi, due abitazioni, due masserie, quattro ettari di terreni, 300 capi di bestiame.

Tra i beni confiscati c'è anche una tigre, di razza siberiana, allevata nella masseria di Vetrugno che, negli ambienti, era noto anche con il soprannome di Lucio della tigre.

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