cerca CERCA
Sabato 03 Dicembre 2022
Aggiornato: 09:07
Temi caldi

Ambiente: 10 mld tra rendite e sussidi anti-ecologici, denuncia Legambiente e Radicali

21 maggio 2014 | 17.09
LETTURA: 5 minuti

Il ’Manifesto sulla fiscalità ambientale’ propone di eliminare sussidi e sconti fiscali alle fonti fossili e introdurre regole di tutela, di tassazione e di assegnazione trasparenti in tutta Italia per cave, acque minerali, concessioni balneari, consumo di suoli.

alternate text

"Abbiamo individuato 10 miliardi tra rendite e sussidi anti-ecologici che devono essere cancellati e spostati su investimenti in efficienza energetica e qualità ambientale". Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, presentando oggi il Manifesto sulla fiscalità ambientale, iniziativa comune dell'associazione ambientalista e Radicali Italiani. Nel fisco italiano, rileva il manifesto, nelle regole di sfruttamento di molte risorse naturali e nelle bollette dell'energia si annidano costosi sussidi o sconti ingiustificati al consumo di ambiente.

Il manifesto propone di eliminare sussidi e sconti fiscali alle fonti fossili e introdurre regole di tutela, di tassazione e di assegnazione trasparenti in tutta Italia per cave, acque minerali, concessioni balneari, consumo di suoli. ''Dalla crisi si deve uscire attraverso idee nuove, investimenti in riqualificazione e innovazione ambientale. Trovare le risorse è possibile", sottolinea Cogliati Dezza riferendosi ai 10 miliardi già citati "senza dimenticare i benefici di un ripristino della legalità e della trasparenza in settori importanti come le cave e il demanio marittimo, il consumo di suolo, lo sfruttamento delle risorse idriche", aggiunge.

Secondo il tesoriere di Radicali Italiani, Valerio Federico, "il trattato fondativo dell'Unione Europea fa riferimento al principio 'chi inquina paga'. In Italia chi inquina e chi consuma l'ambiente viene invece premiato. Le proposte di Radicali Italiani e Legambiente promuovono nello stesso tempo concorrenza e tutela dell'ambiente, legalità e riduzione della spesa pubblica. Renzi e Cottarelli siano coraggiosi: rottamino i sussidi per abbassare le tasse su imprese e lavoro!''.

Gli interventi proposti dal Manifesto prevedono la contemporanea riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro e impresa, con aumento del potere d’acquisto per tutte le categorie che oggi non beneficiano di sconti antiecologici. Ciò comporterebbe un vantaggio per chi oggi paga al posto di chi invece beneficia di sconti o rendite a spese dell’ambiente, e per le aziende disposte a investire in innovazione ecologica. Per rendere possibile questa prospettiva occorre però modificare il dettato della Delega al Governo in materia di fiscalità che oggi subordina la revisione in chiave ecologica del fisco al momento in cui la materia verrà definita a livello europeo, mentre non prevede alcun intervento rispetto alle regole di tutela, uso o consumo delle risorse ambientali. Il manifesto indica modifiche da realizzare in campo energetico, perché sono individuabili esenzioni alle accise sui consumi energetici pari ad almeno 5,7 mld/a nel 2014, quasi tutte a vantaggio del consumo di fonti fossili, in gran parte nei trasporti. Nelle bollette dell’energia pesano sussidi alle fonti fossili pari a oltre 2 miliardi di euro (dato relativo al 2012), inoltre, gli oneri generali di sistema non sono caricati in modo proporzionale bensì con un sussidio incrociato a favore soprattutto dei consumatori di taglia più grande e di quelli con più grande incidenza dei costi energetici.

La proposta di Legambiente e Radicali Italiani prevede l’abolizione delle esenzioni alle accise sui prodotti energetici, rimodulazione delle accise sui prodotti energetici, a parità di aliquota media, con una componente proporzionale al contenuto energetico e una proporzionale alle emissioni climalteranti; eliminazione dalle bollette dell’energia dei sussidi alle fonti fossili e dei sussidi incrociati a favore dei grandi consumatori e dei consumatori energivori, la riduzione dei sussidi agli impianti di generazione da fonti rinnovabili in misura del recupero di competitività determinato dalla riduzione dei sussidi alle fonti fossili.In ambito ambientale, prevede invece l’introduzione di un canone minimo nazionale per le concessioni di escavazione di cava differenziato per tipologie di materiali e fissazione di un’ecotassa minima per lo smaltimento in discarica, l’adeguamento dei canoni per le concessioni di acque minerali in tutto il territorio nazionale, l’adeguamento dei canoni per le concessioni balneari in tutto il territorio nazionale e recepimento della direttiva europea per l’assegnazione e il rinnovo delle concessioni attraverso gare, l’introduzione di un contributo per il consumo di suoli agricoli e naturali i cui introiti devono essere vincolati a interventi di rigenerazione urbana.In parallelo, occorre introdurre principi e regole di tutela uniformi in tutto il territorio nazionale. Le risorse generate e risparmiate potranno finanziare, in coerenza con la delega fiscale la riduzione delle imposte sul reddito di persone e imprese, i contributi agli investimenti in efficienza energetica nei settori interessati alla eliminazione delle esenzioni dalle imposte ambientali, il recupero ambientale negli ambiti coinvolti dalle attività interessate dall’aumento dei canoni. E la rigenerazione urbana con bonifica di suoli inquinati, riutilizzo di aree dismesse, messa in sicurezza del territorio.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza