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Difesa Carminati: "Riflettere su funzionamento tribunale libertà"

04 novembre 2019 | 13.08
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"Neanche Pignatone contesta le conclusioni della Cassazione", perché per la fattispecie mafiosa "mancava la violenza, l'omertà e l'assoggettamento derivante dalla violenza. Ma una riflessione bisognerebbe farla sugli esiti dei procedimenti cautelari poi smentiti nella fase del processo". E' quanto dichiara all'Adnkronos l'avvocato Cesare Placanica, difensore di Massimo Carminati, commentando l'intervento dell'ex procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone su 'La Stampa' in merito alla sentenza della Cassazione sul processo 'Mondo di Mezzo'.

"E' necessario domandarci circa il funzionamento dei tribunali della libertà - spiega Placanica -. Perché non è la prima volta che un procedimento cautelare assevera un risultato poi smentito, è più frequente di quanto dovrebbe essere".

"La divaricazione tra l'esito del procedimento cautelare e quello del merito è sempre più imponente - sostiene il presidente della Camera penale di Roma -. Negli ultimi anni non c'è inchiesta che sia stata annullata dal tribunale della libertà. Ritengo che in tantissime casi invece si potrebbe fare a meno di utilizzare la misura cautelare. Tra l'altro finisce anche per condizionare il processo, perché è molto più difficile assolvere una persona detenuta per la causa in corso rispetto a una libera". Quanto al ricalcolo della pena del suo assistito Massimo Carminati, l'avvocato si limita a dire che "bisogna vedere come va l'appello, confido comunque, nel rispetto di un principio giurisprudenziale, che vengano mantenute le proporzioni adottate della Corte d'Appello". Al momento non ci sono reati prescritti.

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