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Difesa: Ordinario Militare, riabilitare disertori come Caduti di guerra

06 novembre 2014 | 16.58
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"Riabilitare i militari disertori, come Caduti di guerra: 'giustiziarli' fu un atto di violenza ingiustificato, gratuito, da condannare". E' quanto chiede il vescovo Ordinario Militare monsignor Santo Marcianò, intervistato dall'AdnKronos sul dibattito, nato in Francia e ora in corso anche in Italia, in coincidenza con la celebrazione del centenario dall'inizio della Grande Guerra.

"E' sorprendente con quanta facilità costoro siano stati giustiziati, in molti casi senza un regolare processo e ad opera di altri militari - sottolinea Marcianò - E che tale esecuzione fosse motivata da ragioni punitive o dimostrative non cambia la realtà: essa è stata e rimane un atto di violenza ingiustificato, gratuito, da condannare. Non c’è ragione che possa giustificare tale violenza, unita a diffamazione, vergogna, umiliazione".

Anzi, "come è già avvenuto in altri Paesi europei come la Francia - ricorda l'ordinario militare - la profonda ingiustizia perpetrata a loro danno sostiene la richiesta di chi vorrebbe una 'riabilitazione' di questi militari, tramite un loro riconoscimento come caduti di guerra. Anche lo Stato italiano, in particolare il ministro della Difesa Roberta Pinotti, ha deciso di studiare meglio questa problematica".

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