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Boccia: "Riforma servizio postale, basta monopolio Amazon"

20 novembre 2017 | 16.56
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Riformare il servizio postale universale e creare cloud 'pubbliche' per proteggere i dati personali degli utenti. Sono le proposte lanciate dal presidente della commissione Bilancio alla Camera Francesco Boccia (Pd), in occasione della presentazione del suo nuovo libro 'The Challenge of the digital economy', a Montecitorio.

Presente all'evento il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani che si è soffermato sulla necessità di una web tax per i colossi high tech che dal 2012-16 avrebbero evaso "almeno una settantina di miliardi" di tasse nell'Ue. Mentre la presidente della Camera Laura Boldrini ha messo in guardia contro il rischio di un 'Far Web', un'area senza regole "dove è possibile tutto il contrario di quanto stabilito in secoli di civiltà".

Scritto insieme all'economista Robert Leonardi, il volume "rappresenta un passaggio simbolico importante, risultato del lavoro di un'intera legislatura", dice l'esponente Pd, soffermandosi sugli spunti che emergono dal testo: dalla portabilità dei dati alla tassazione dei colossi del web, fino ad arrivare alla necessità di riformare il servizio postale universale e creare 'nuvole' statali per conservare i dati degli utenti.

"Oggi bisognerebbe discutere di una riforma del servizio postale universale legata alla crescita dell'e-commerce. Amazon non può detenere il monopolio delle consegne" attacca Boccia, osservando che "un conto è fare commercio, un altro è controllarlo". Forse, prosegue,"è stato mandato in soffitta con troppa velocità il servizio pacchi" mentre oggi "siamo travolti da decine di pacchi acquistati online, non lettere perché ormai si comunica con whatsup". Un settore quello dell'e-commerce che conta 20 mln di 'clienti', dei quali 12 mln 'abituali'.

"Mi daranno dello statalista ma non si può mettere nelle mani di pochi un commercio così ampio - incalza il deputato Pd - siano i sindaci a decidere chi entra e come". E ci vorrebbe più 'stato' anche nelle cloud. "Un altro punto fondamentale è la custodia dei dati - dice - le cloud sono in mano a privati invece bisognerebbe ragionare su 'nuvole' pubbliche per proteggere una mole enorme di dati personali". Proposte nuove che si affiancano alla necessità di una web tax per i colossi del web che fanno i profitti in Europa. "Oggi il digitale non è un business aggiuntivo ma sostitutivo. Potrebbe generare un aumento del pil ma non essere correlato ad un aumento del gettito fiscale e questo è un problema perché con le tasse si pagano i servizi e gli stipendi pubblici", taglia corto Boccia.

Sulla stessa linea il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. "Bisogna far pagare le tasse a chi non le paga. I giganti del web le devono pagare", afferma il numero Uno dell'Assemblea Ue a margine della presentazione. I colossi internet "non possono operare in paesi dove pagano 4 euro di tasse, non creno posti di lavoro e tutti i guadagni vanno in altre parti del mondo, mentre operano in Europa", attacca, snocciolando le cifre del mancato gettito nelle casse dei paesi membri: dati alla mano, "tra 2012 e 2016 sarebbero stati evasi almeno una settantina di mld euro in Europa, non violando la legge, perché non ci sono regole" in materia. La web tax per il presidente dell'Assemblea Ue è oggi più urgente che mai in uno scenario di Brexit, di minaccia del terrorismo e di crisi dei migranti da affrontare. "Se l'Ue perderà nel bilancio i soldi del Regno Unito - osserva - questa perdita potrebbe essere integrata con una tassa ai signori del web o infilando mani nei paradisi fiscali" per reperire le risorse.

"La mancanza di regole compromette il carattere libero della rete", sottolinea da parte sua Laura Boldrini. "La rivoluzione digitale è un'opportunità per conoscere e comunicare - afferma - ma anche in questo spazio le regole servono ad evitare che le innovazioni compromettano diritti e principi nostre società. Senza regole si arriva al 'Far Web', il luogo dove è possibile tutto il contrario di quanto stabilito in secoli di civiltà". Boldrini si sofferma anche sulla web tax. "E' un tema centrale in questo libro: se alcune aziende pagano le tasse a caro prezzo e altre no - conclude - questa è concorrenza sleale".

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