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Direttore Intersos Grecia: ''La visita del Papa a Lesbo è molto importante, ricorderà i profughi al mondo''

02 dicembre 2021 | 17.25
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- Afp

''E' molto importante'' la visita che Papa Francesco condurrà sull'isola di Lesbo, la seconda dopo quella del 2016 al campo profughi di Moria. ''Molto importante per ricordare al mondo che nei campi rimangono confinati bambini, donne e uomini'' che ''nei campi vengono privati di dignità e sicurezza''. Lo ha detto ad Adnkronos il capo missione di Intersos in Grecia, Apostolos Veizis, dicendo di augurarsi ''che la visita del Papa metta più luce su un problema cronico e ci auguriamo che finisca presto''. Intanto, ricorda, ''sarà il secondo inverno che le persone trascorreranno nel campo di Moria 2.0. Oggi ci vivono 2.119 persone su 2.340 che si trovano sull'isola di Lesbo''.

A capo di una missione che si occupa di fornire assistenza alle donne vulnerabili che vivono nel campo di Moria, il 75 per cento delle quali ha dichiarato di essere sopravvissuta a violenze di genere, Veizis spiega che ''le autorità hanno lavorato per la sua visita e vediamo cambiamenti nel campo di Moria 2.0. Vorrei che potesse venire più spesso così quei campi non esisterebbero più'', ha aggiunto.

''L'Europa deve porre fine alle politiche di respingimento, contenimento, carceri e recinzioni. L'Unione europea deve mostrare solidarietà e protezione alle persone in cerca di asilo, deve mostrare solidarietà alla Grecia'', ha aggiunto Veizis. Farlo ''è possibile!'', dice, affermando che ''non stiamo affrontando una crisi dei rifugiati, ma stiamo affrontando una crisi fatta di mancanza di volontà politica''. Veizis ha quindi affermato che ''l'Unione europea ha le risorse per integrare queste persone nelle nostre società''.

Spiegando come opera Intersos, Veizis spiega che ''è importante notare che gran parte delle donne'' assistite dall'ong nel campo profughi di Moria ''sono sopravvissute alla violenza sessuale nei loro Paesi di origine, durante il viaggio o in Grecia'', ma ''non hanno mai rivelato a nessuna autorità gli episodi di violenza subiti. Spesso gli psicologi o gli operatori di Intersos sono le prime persone a cui i sopravvissuti rivelano la violenza subita''.

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