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Dirigenti pubblici, ricorso al Tar contro i patrimoni online

06 aprile 2017 | 13.31
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Continua il braccio di ferro tra ministero della Pubblica Amministrazione e dirigenti pubblici sulle nuove disposizioni introdotte dalla riforma Madia. I sindacati della categoria sono in fermento a causa delle novità previste dal decreto sul Freedom of information act italiano (Foia) tanto che l'Unione Nazionale dei dirigenti di Stato (Unadis) ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la pubblicazione online dei patrimoni dei dirigenti pubblici. La richiesta è quella di annullare l'obbligo, tradotto in linee guida dall'Anac e in circolari applicative dai vari ministeri, di pubblicare entro il 30 aprile i dati sulle loro proprietà immobiliari, le auto ed ogni altro bene.

"Non si contesta la trasparenza ma la pubblicazione online che rappresenta l'ennesima azione di forza del governo", incalza l'Unadis, "in questo modo dati sensibili diventano di dominio pubblico violando la privacy dei dirigenti pubblici e dei loro familiari". "Sottoporre tutti, in maniera indiscriminata, all'obbligo di trasparenza comporterebbe un appesantimento amministrativo nonché un torto esagerato per alcune categorie", accusa la Confederazione Italiana Dirigenti e Alte Professionalità (Cida), "siamo a favore della trasparenza ma deve esserci un limite, figura per figura".

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