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Ucraina: Putin, annessione Crimea decisa dopo caduta Yanukovich

09 marzo 2015 | 15.30
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In un doc prodotto dalla tv di Mosca, il presidente russo racconta la riunione in cui ha deciso di salvare Viktor Yanukovich, l'allora deposto capo di Stato ucraino che era in fuga. Era la notte fra il 22 e il 23 febbraio 2014: quattro giorni dopo truppe non identificate prendono il controllo del Parlamento di Simferopol, capitale della Repubblica autonoma di Crimea

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"Quando abbiamo finito, ho detto a tutti: dobbiamo lavorare per riportare la Crimea alla Russia". Sono queste le parole che Vladimir Putin, nella notte fra il 22 e il 23 febbraio 2014, ha pronunciato alla fine di un vertice con i responsabili dei servizi segreti russi in merito alle decisioni da prendere dopo la deposizione dell'allora presidente ucraino Viktor Yanukovich.

La rivelazione fa parte di alcune anticipazioni contenute nel documentario 'Homeward bound' ('Il cammino verso casa') mostrato domenica sulla tv di Stato russa e prodotto dalla stessa emittente. E' la prima volta che vengono rivelati dettagli relativi alla decisione del Cremlino di annettere la Crimea.

Quel vertice è durato fino alla mattina seguente. Quattro giorni dopo truppe non identificate prendono il controllo del Parlamento e di edifici governativi a Simferopol, capitale della Repubblica autonoma di Crimea. La provincia ucraina viene formalmente annessa a Mosca il 18 marzo, due giorni dopo il referendum nel quale il 98% vota a favore, provocando la condanna internazionale.

Nel trailer mandato in onda, Putin racconta che nel corso della riunione viene organizzata l'operazione per salvare la vita di Yanukovich, che deve essere portato in Russia "via terra, via mare o via aria". Il 22 febbraio 2014 il deposto presidente fugge da Kiev verso le città orientali di Kharkiv e Donetsk, prima di riuscire a raggiungere la Federazione russa attraverso la Crimea.

Secondo quanto riporta il Guardian, nel documentario - di cui non si conosce la data di uscita ma solo che sarà "presto" - il capo del Cremlino sostiene che la Russia sarebbe stata pronta a combattere nella città ucraina di Donetsk per salvare Yanukovich, un uomo leale che ha favorito il mantenimento di Kiev sotto l'influenza russa.

L'operazione militare è stata inizialmente tenuta segreta da Mosca, nonostante le azioni sempre più evidenti di forze russe non identificate sul terreno. Inizialmente la Russia ha più volte detto che si trattava di milizie locali; solo successivamente ha ammesso il proprio coinvolgimento.

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