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Don Buonaiuto: "Case chiuse? Stato non può diventare 'pappone'"

01 marzo 2019 | 19.49
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Don Aldo Buonaiuto (Fotogramma)

Sonora bocciatura della Comunità papa Giovanni XXIII all'ipotesi di riaprire le case chiuse. "Colpisce la concezione sbagliata di coloro che pensano che il drammatico fenomeno della prostituzione schiavizzata si possa combattere riaprendo le case chiuse. Il business del mercimonio umano, così evidente a chiunque, non si può trasferire nelle casse di uno Stato che rischia di diventare il 'pappone' di giovani donne che, per vari motivi, sono costrette a prostituirsi", scrive don Aldo Buonaiuto, della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Benzi, in un editoriale su InTerris.

Dopo le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini a proposito della possibilità di riaprire le case chiuse in modo da togliere il business alle mafie, don Buonaiuto osserva: "Dietro a ogni essere umano che si prostituisce c’è sempre un drammatico stato di bisogno e, nella maggior parte dei casi, una condizione di sfruttamento, assoggettamento, schiavitù".

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