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Imprese: donne al comando in una cooperativa su quattro

04 novembre 2015 | 12.29
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E' un rosa shocking quello della cooperazione italiana, settore che segna un record di donne al comando: 1 cooperativa su 4, infatti, è guidata da una donna. Non solo. Le donne sono la maggioranza tra gli occupati e rappresentano oltre il 40% tra i soci. A sottolineare la forte presenza femminile nella cooperazione è Confcooperative, che ha elaborato i dati in occasione di 'Intrecciare il cambiamento - Impegni Azioni Scenari', una due giorni in corso a Roma, organizzata dalla Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative a 10 anni dalla sua costituzione.

Dall'analisi emerge che la cooperativa è, tra le forme societarie, quella che registra il maggior numero di donne nelle posizioni apicali: il 23% contro il 16% delle società di capitali e delle società di persone. La percentuale sale al 26% se si considerano, oltre alle posizioni apicali (amministratore unico e presidente), i ruoli ricoperti negli organi di gestione e controllo delle cooperative.

Neanche la congiuntura negativa ha arrestato l'ascesa delle donne: negli anni della crisi le cooperative a guida rosa, infatti, sono cresciute del 5%. Tra le imprese aderenti a Confcooperative la partecipazione delle donne è ancora maggiore arrivando al 24% per le posizioni apicali, ed è in linea con il resto del mondo cooperativo 26%, per la presenza negli organi di controllo e gestione delle imprese.

Al Sud, poi, le donne sono più presenti che al Nord. Con il 25% delle cooperative le regioni del Mezzogiorno sono quelle in cui le donne sono più presenti ai vertici delle cooperative; a un’incollatura quelle del Centro con il 24,6%, mentre restano staccate di 6 punti percentuali le regioni del Nord dove le donne al comando non vanno oltre il 19% delle cooperative.

Ad avere donne alla guida sono soprattutto le cooperative sociali, 4 su 10; mentre sono 1 su 5 tra le cooperative culturali e turistiche e 1 su 4 tra le sanitarie. Anche se in termini assoluti rappresentano una quota marginale, da segnalare la crescita a due cifre (+200% in 10 anni) delle cooperative della pesca con un leader femminile.

Ma le donne sono in crescita anche tra i soci e gli occupati. Dal 2005 al 2014 le socie sono passati dal 37 al 41%, ancora più significativa la presenza tra gli occupati dove, nello stesso periodo, le donne sono passate dal 57 al 61%.

Tra i soci questa volta a prevalere sono le regioni del Nord dove a fine 2014 se ne contavano 44 ogni 100 (nel 2005 erano 39). L’incremento maggiore si è registrato nel Centro dove le donne sono passate dal 35 al 44% della base sociale. Lieve regressione al Sud (dal 30 al 29%). Tra i settori quelli con una maggioranza rosa tra i soci ci sono il sociale, il consumo e la sanità.

Con una quota che sfiora il 62% le donne rappresentano di gran lunga la maggioranza degli occupati tra gli occupati delle cooperative del Nord, dal 2005 al 2014 la crescita è stata del 3%. Di poco inferiore è stato invece l'incremento nelle cooperative del Centro: erano il 58% nel 2005 a fine 2014 sono salite al 60%.

Consistente balzo in avanti invece tra gli occupati nel Mezzogiorno, dove la quota rosa è passata dal 45 al 55%. Al pari della base sociale anche tra gli occupati la cooperazione sociale è il settore dove si registra la quota più elevata di donne: poco meno di due terzi (72,5%) dell’intera forza lavoro. Seguono la cooperazione sanitaria e quella di produzione lavoro con il 52%.

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