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Doppio scandalo in Giappone, si dimettono due ministre del governo Abe

20 ottobre 2014 | 11.35
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Lasciano la titolare dell'Industria, sospettata di irregolarità nell'utilizzo dei fondi politici, e quella della Giustizia, accusata di aver violato la legge elettorale. Erano state nominate a settembre per aumentare la presenza femminile nel governo

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Nella foto Yuko Obuchi e Midori Matsushima (Xinhua)

Nel giro di poche ore si sono dimesse le due ministre nominate dal premier Shinzo Abe nell'ambito del suo programma di rafforzare la presenza delle donne ai vertici del potere in Giappone. Yuko Obuchi, ministro del Commercio e dell'Industria, figlia dell'ex premier Keizo Ocuchi e considerata a sua volta una possibile futura candidata premier, si è dimessa a seguito di accuse di abuso dei fondi e donazioni provenienti da associazioni politiche che la sostengono.

Poche ore dopo si è dimessa anche Midori Matsushima, ministro della Giustizia, accusata dall'opposizione di aver violato la legge elettorale. Abe si è scusato per il comportamento delle ministre che aveva nominato appena il 3 settembre scorso nell'ambito di un rimpasto del suo governo con l'ingresso di cinque donne, affermando che nominerà nuovi ministri entro 24 ore.

In una conferenza stampa in cui ha annunciato le dimissioni, Obuchi non si è comunque dichiarata colpevole delle accuse che le vengono rivolte, di aver usato impropriamente 24,6 milioni di yen (circa 246mila dollari) di fondi, ma ha detto di lasciare perché "non possiamo permettere che la politica economica ed energetica ristagni per colpa dei miei problemi".

Obuchi, che ha 40 anni, ha sottolineato di "considerare seriamente l'impatto che io ho provocato" e si è scusata per non essere in grado di contribuire a raggiungere gli obiettivi fissati da Abe, compresa la ripresa economica e la progressione verso una "società in cui le donne brillino". Ed ha riconosciuto che rimangono "molti sospetti" riguardo all'uso dei fondi.

E' stato poi lo stesso Abe ad annunciare le dimissioni di Matsushima, che ha 58 anni. Venerdì scorso il Partito Democratico aveva presentato una denuncia contro di lei accusandola di aver distribuito dei ventagli di carta con la sua immagine e il suoi programma politico durante un festival nel suo distretto elettorale. Sostenendo che questa è una violazione della legge elettorale ed un abuso dei fondi politici, l'opposizione aveva chiesto le sue dimissioni.

Ma i problemi di Abe con le nuove ministre nominate il mese scorso potrebbero non fermarsi qui: stanno infatti provocando polemiche le foto che mostrano Eriko Yamatani, ministro per gli Affari dei rapiti in Corea del Nord, ad un raduno di un gruppo di ultranazionalisti accusati di aizzare l'odio contro la comunità coreana in Giappone.

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