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Draghi e Brunetta firmano Patto con sindacati: primo passo ma molto da fare

10 marzo 2021 | 20.16
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Un primo passo importante e significativo quello compiuto oggi tra il governo e i sindacati con il 'Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale'. A firmarlo sono stati il Presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro per la Pa Renato Brunetta e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri a Palazzo Chigi. E' stata la "prima occasione formale di incontro dopo la formazione del governo e vi ringrazio molto" ha sottolineato il Premier ai leader delle Confederazioni sindacali, "nel corso delle consultazioni ho avuto modo di esprimervi quanto io tenga a questo confronto e questo dialogo". Il Premier non ha mancato di ringraziare anche il ministro per la Pa Renato Brunetta, artefice del patto.

"Il buon funzionamento del settore pubblico è al centro del buon funzionamento della società. Se il primo funziona, funziona anche la seconda. In caso contrario, la società diventa più fragile, più ingiusta" ha osservato Draghi. "Il Patto è sicuramente un evento di grande importanza per il metodo, per il contenuto, per questa relazione di dialogo che c’è. Ma è, ricordiamocelo, il primo passo. Molto, se non quasi tutto, resta da fare" ha detto Draghi, indicando due questioni prioritarie da risolvere nella Pa, quella anagrafica e la formazione.

"L'età media oggi dei dipendenti pubblici è di quasi 51 anni, mentre venti anni fa era di 43 anni e mezzo" un fattore che ha portato a "un progressivo indebolimento della struttura demografica della pubblica amministrazione"; inoltre, il fatto che "si spendono ben 48 euro a persona per la formazione del settore pubblico: ho detto ‘ben’ ironicamente. E un solo giorno è destinato alla formazione del personale pubblico" ha rilevato il Premier.

coesione sociale e creazione di buona occupazione pilastri di ogni riforma

Oltre alla pandemia che "ci ha fatto riflettere su tanti aspetti del nostro modo di vivere, ma certamente ci ha rivelato la centralità del settore pubblico" bisogna considerare "il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Questi eventi richiedono nuove professionalità, investimenti in formazione e nuove forme di lavoro" ha sottolineato Draghi.

Il Patto infatti stabilisce che "coesione sociale e creazione di buona occupazione saranno i pilastri di ogni riforma e di ogni investimento pubblico previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza". Un patto che tra i suoi obiettivi ha il riconoscimento alla Pubblica Amministrazione del "ruolo centrale di motore di sviluppo e catalizzatore della ripresa". Inoltre, la semplificazione dei processi e un massiccio investimento in capitale umano come "strumenti indispensabili per attenuare le disparità storiche del Paese". Ancora il Patto si prefigge di assicurare la partecipazione attiva dei lavoratori nell’innovazione dei settori pubblici, sostenuta dagli investimenti in digitalizzazione e avviare una nuova stagione di relazioni sindacali che punti sul confronto con le organizzazioni e porti a compimento i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021.

"La scelta del Presidente Mario Draghi di valorizzare con la sua firma l’accordo di oggi - ha detto Brunetta - pone questo nuovo inizio sotto i migliori auspici, per il Paese e per la sua capacità di puntare sulla responsabilità di tutte le parti per costruire un Piano nazionale di Recovery e Resilienza che investa sullo Stato e sui suoi servitori". E a parlare di "momento della responsabilità per tutti" è stato il leader della Cgil Maurizio Landini sottolineando che "quando parliamo di Pa parliamo anche di diritto alla salute e alla conoscenza come elementi importantissimi. Questo vuol dire far crescere il Paese e dare un messaggio di speranza e di fiducia. E' il momento del fare" ha detto.

Cgil Cisl Uil, 'è il momento della responsabilità, nuova impostazione non calata dall'alto'

Piena soddisfazione è stata espressa anche dagli altri leader sindacali. Luigi Sbarra, neo segretario della Cisl, plaude all'intesa perché da un punto di vista del metodo "entriamo in una fase nuova che esalta il ruolo delle relazioni sociali e sposta il baricentro del diritto amministrativo alla contrattazione collettiva e affida l'ammodernamento della Pa a una impostazione non calata dall'alto ma realmente condivisa". Un buon metodo apprezzato anche da Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil. "Abbiamo apprezzato la scelta del Presidente Draghi e del ministro Brunetta nel metodo, nelle scelte che identificano la coesione sociale come un obiettivo da raggiungere e da mantenere" ha detto.

Metodo ma anche merito. "In questo accordo sono previste delle scelte strategiche sugli investimenti, sulla digitalizzazione, sulla semplificazione amministrativa e di conseguenza sono previste cose che fino a ieri non c’erano. Investimenti in nuove assunzioni, nella formazione del personale, nel rinnovo dei contratti. Tutte cose che servono a identificare la richiesta di fondi che si faranno su Next Generation Eu, uno degli asset strategici del nostro Paese" ha aggiunto Bombardieri.

"Con la firma di oggi vogliamo mettere le basi per la costruzione di una nuova Italia, partendo dalle intuizioni di Carlo Azeglio Ciampi per avviare un percorso che investa sulle parti sociali, sull’innovazione".

Brunetta convoca sindacati venerdì 12 marzo su riforma e rinnovi

Il Patto ha tra i suoi obiettivi i rinnovi contrattuali e la convocazione di tutte le confederazioni sindacali rappresentative del pubblico impiego, annunciata da Brunetta, già per venerdì prossimo su riforma e rinnovi, deve aver colto quasi di sorpresa i sindacalisti. "Benissimo" ha commentato Landini, che "parte già da venerdì un confronto per dare gambe e corpo agli impegni qui indicati, da questo punto di vista si apre una fase molto importante e significativa".

La firma è avvenuta nella sala Verde di Palazzo Chigi, luogo simbolo della concertazione in un clima cordiale e di rigoroso rispetto delle istituzioni, secondo quanto si apprende. Puntualità svizzera da entrambe le parti e rapidità sia nel formalizzare il Patto sia nel comunicare gli esiti dell'intesa, sulla scorta di una nuova operatività e di una fattiva collaborazione che ha portato tra l'altro, in una decina di giorni, alla stesura del Patto.

Il Patto vuole richiamarsi a un precedente illustre, il “Protocollo per la politica dei redditi e dell’occupazione” del 23 luglio del 1993. Un accordo storico siglato dal presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi e dal ministro del Lavoro Gino Giugni con i sindacati e le associazioni imprenditoriali e che pose fine ad anni di conflitti sancendo il criterio della concertazione delle parti sociali e definendo il modello della contrattazione a due livelli, nazionale e integrativo. Un accordo che il ministro Brunetta ha voluto richiamare. "Con la firma di oggi vogliamo mettere le basi per la costruzione di una nuova Italia, - ha detto - partendo dalle intuizioni di Carlo Azeglio Ciampi per avviare un percorso che investa sulle parti sociali, sull’innovazione". (di Cristina Armeni)

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