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Draghi: "Eurozona si sta riprendendo ma non dormiamo sugli allori"

16 marzo 2015 | 21.12
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Il presidente della Bce: "Possiamo essere ottimisti sulle prospettive, ma dobbiamo continuare a spingere sulle riforme. Le previsioni di crescita sono state riviste al rialzo"

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(Xinhua)

Nell'eurozona la situazione economica si sta "stabilmente riprendendo". Lo ha affermato il presidente della Bce, Mario Draghi, in un discorso a Francoforte nel corso del Sz Finance Day 2015. "Possiamo essere ottimisti sulle prospettive, ma - ha aggiunto - dobbiamo continuare a spingere sulle riforme". "Ci incontriamo - ha detto Draghi - sullo sfondo di una situazione economica in costante recupero nell'area dell'euro. La maggior parte degli indicatori suggeriscono che una ripresa sostenuta sta prendendo piede".

Draghi ha quindi evidenziato che la "fiducia delle imprese e dei consumatori è in aumento. Le previsioni di crescita sono state riviste al rialzo. E il credito bancario sta migliorando sia sul lato della domanda che dell'offerta". "Questi miglioramenti rispecchiano l'unione di diversi fattori esterni e interni" ha aggiunto il numero uno dell'Eurotower che ha indicato i motivi nei "vantaggi commerciali per le imprese e le famiglie derivanti dal calo dei prezzi del petrolio", nelle misure di politica monetaria adottate dalla Bce a partire dalla metà dello scorso anno" e nelle "riforme strutturali di successo che sono state attuate in vari Paesi negli ultimi anni, che stanno iniziando a produrre risultati".

"Questi effetti sembrano destinati a persistere per qualche tempo, il che significa che possiamo a ragione essere ottimisti circa le prospettive. Ma - ha avvertito Draghi - questo non significa che dobbiamo riposare sugli allori. Al contrario, una ripresa nascente ci offre una finestra di opportunità, con le condizioni a portare avanti le riforme che renderanno la zona euro meno fragile e vulnerabile agli shock".

Nell'area dell'euro "le riforme strutturali non sono una scelta politica", ha scandito ancora, ma "sono una necessità che deriva dal modo particolare in cui è costruita la nostra unione monetaria".

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