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Ddl Zan e Vaticano, Draghi: "Il nostro Stato è laico"

23 giugno 2021 | 17.52
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"Il Parlamento è libero di discutere e legiferare e questo è il momento del Parlamento, non è il momento del governo"

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"Il nostro è uno Stato laico, non è uno Stato confessionale". Sono le parole del presidente del Consiglio, Mario Draghi, al Senato. "Il Parlamento è libero di discutere e legiferare, sono considerazioni ovvie. Il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per assicurare che le leggi rispettino sempre i principi costituzionali e gli impegni internazionali, tra cui il Concordato con la Chiesa", dice "senza voler entrare nel merito della questione" del ddl Zan, dopo le notizie relative alla posizione assunta dal Vaticano.

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"Rispetto agli ultimi sviluppi voglio dire che il nostro è uno Stato laico, non è uno Stato confessionale. Quindi il Parlamento è libero dei discutere", ha sottolineato Draghi, ribadendo: "Senza entrare nel merito della discussione parlamentare, che il governo sta seguendo, questo è il momento del Parlamento, non è il momento del governo".

"Voglio infine precisare una cosa, che si ritrova in una sentenza della Corte Costituzionale del 1989: la laicità non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, la laicità è tutela del pluralismo e delle diversità culturali", ha detto ancora.

Ue

"Sentendo tutti i vostri interventi, appare che oggi siamo tutti europei. Se si confronta l'atmosfera oggi con quella di 5, 6 mesi fa, per non parlare di un anno fa, prima del Pnrr, si vede una enorme differenza", ha poi spiegato il premier nella replica al Senato. "C'è' maggiore riconoscimento dell'Europa come entità di riferimento".

"Ma perché? Questo senso di una maggiore appartenenza all'Ue da parte nostra, trova rispondenza anche nei Paesi membri" nella consapevolezza che "una sfida di queste dimensioni non si può affrontare da soli, ma insieme. Infatti appena chiesto di mettere all'ordine del giorno del Consiglio il tema immigrazione, la risposta è stata subito sì, e questo non va a credito di chi lo ha chiesto ma" è frutto della "consapevolezza" che si tratta di una "sfida sovranazionale".

In Ue "l'Italia si è sempre adoperata perché il principio dell'unanimità fosse superato ma siccome ci vuole unanimità per farlo non ci siamo ancora riusciti. Dunque credo che una maggiore applicazione della cooperazione rafforzata è la strada che toccherà seguire", ha aggiunto, continuando: "Non bisogna pensare a una politica restrittiva, anche altri paesi prendono coscienza che l'attuale è una epoca di grandi impegni di spesa, vaccini, donazione, ripresa, non si può immaginare una imminente austerità", ha spiegato sul tema degli investimenti e del deficit in Ue.

Poi Draghi ricorda come "il patto di stabilità è superato, questa ora è convinzione comune, abbiamo tutto il tempo per una discussione equilibrata e informata, tutto il '22 e si ricomincerà a parlare di regole di bilancio solo nel '23".

Migranti

"Sulla gestione dell'immigrazione, una brutta parola che non mi piace usare, ma dobbiamo affrontare l'aspetto che probabilmente non è stato affrontato con sufficiente determinazione, che è quello dell'integrazione. Una volta entrati con flussi legali", i migranti "devono essere integrati o facciamo un danno a noi stessi, perché creiamo dei nemici della nazione", ha spiegato Draghi.

Sul tema della migrazione "non aspettiamoci risultati trionfali" in Europa, "la trattativa è lunga, dobbiamo essere persistenti e presenti".

Libia

"In Libia non è che non abbiamo carte da giocare, le abbiamo come gli altri attori che vogliono essere coinvolti in quella parte del mondo. Quello che si sta cercando di fare è sollecitare l'azione dell'Ue sotto egida delle Nazioni Unite e vedere se gli Stati Uniti possono essere coinvolti a quel punto, nella consapevolezza che si tratta di una sfida troppo grande per essere affrontata da paesi singoli Paesi", ha spiegato nelle comunicazioni in vista del Consiglio Europeo.

"Ricordate - ha proseguito- quando c'erano paesi europei che ritenevano di avere una loro strategia nazionale in Libia? Non ne parlano più, stanno cercando di ridurre la loro presenza nel Sahel e si va verso una azione concordata e collettiva. Eravamo concorrenti ma oggi non si parla più di questo. Si procedeva in ordine sparso e ci danneggiavamo, oggi non si parla più di posizioni diverse, si discute e si marcia tutti sulla stessa linea".

Covid

"Dobbiamo ringraziare le forze armate, la protezione civile, la croce rossa e milioni di volontari, che non hanno finito il loro compito, dobbiamo tenere alta la mobilitazione perché non sappiamo cosa ci aspetta", ha sottolineato Draghi sul tema del virus.

Poi sul fattore climatico che potrebbe aver inciso sulla diminuzione dei contagi Draghi spiega come non ci siano dubbi "che c'è un beneficio, ma questo non è un liberi tutti, l'anno scorso abbiamo avuto una lezione, dobbiamo essere pronti, con logistica, identificando i focolai e affrontandoli subito".

Povertà e reddito di emergenza

"Si può vedere il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, io lo vedo mezzo pieno, i poveri sono aumentati anche prima del Covid, ma io dico che l'economia si sta riprendendo bene", ha quindi spiegato sul tema della povertà.

"Quello che questo governo fa per la povertà" è rappresentato "nei due decreti sostegni, che hanno finanziato il reddito di emergenza con importi significativi, ribadendo una solidarietà che spesso si dimentica, siamo in campo per gli ultimi", ha aggiunto Draghi, ricordando "quelle persone che hanno fatto crescere le file della Caritas, dove il 50% è italiano".

Governo

"Senatore Casini, non è esattamente vero che tutti i problemi stanno ancora lì. Tanto è stato fatto", dice il premier Mario Draghi nella replica al Senato elencando gli ultimi provvedimenti. "I problemi ci sono sempre ma si sta cercando di affrontarli con rapidità, efficacia e incisività".

Lavoro

"Fare impresa non deve essere un lusso, ma anche la tutela dei diritti del lavoro non deve esserlo", puntualizza il premier.

Ungheria

"Ieri l’Italia ha sottoscritto con altri 16 Paesi europei una dichiarazione comune in cui si esprime preoccupazione sugli articoli di legge in Ungheria che discriminano in base all’orientamento sessuale", ha sottolineato.

Siparietto Draghi-Casellati

"Che è? Forse la presidente mi sta togliendo la parola...". Il premier Mario Draghi sorride in Aula al Senato, durante la replica, e si concede una battuta diretta alla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati. Che pronta sorride e risponde: "Non mi permetterei, presidente... credo ci siano alcuni microfoni aperti".

Consiglio Ue, approvata risoluzione maggioranza

L'Aula del Senato ha poi approvato con 202 voti a favore, contrari 24 e 9 astensioni, la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio sul Consiglio Ue del 24 e 25 giugno. In mattinata anche la Camera aveva dato il via libera alla risoluzione presentata dalle forze a sostegno del governo Draghi.

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