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Droga dall'Albania a Roma, 55 arresti

09 marzo 2021 | 09.24
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Gli stupefacenti venivano smistati in ambito nazionale ed europeo. Fra gli arrestati in fase di indagini anche la donna che uccise i figli a Rebibbia

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Corrieri della droga, incensurati, partivano dalla stazione bus 'Tibus', diretti in tutta Italia e all’estero, nascondendo grandi quantitativi di marijuana tra i propri effetti personali e i capi di vestiario, all’interno di zaini, borsoni o trolley. L'indagine, coordinata dalla Dda di Roma, ha portato a 55 arresti eseguiti dai carabinieri a Roma, in altre città italiane, a Kothen (Germania) e in Albania (Valona). Gli inquirenti hanno scoperto tre diverse organizzazioni criminali, due nigeriani e una albanese. La droga, una volta venduta al dettaglio, avrebbe fruttato circa 2,5 milioni di euro. Quasi 500 i chili di droga sequestrati dai carabinieri tra il 2018 e il 2019.

Le indagini, svolte dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Parioli, hanno consentito di accertare che la prima associazione di estrazione albanese importava ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo marijuana direttamente da Valona (Albania), poi smistata, grazie all’alleanza con le organizzazioni criminali di matrice nigeriana, in ambito nazionale ed europeo, con un sistema collaudato ed efficiente che si avvaleva di mezzi di trasporto quali treni e autobus.

Fra le persone finite in manette nella fase delle indagini ci fu anche Alice Sebesta, la donna tedesca di origini georgiane che poi in carcere a Rebibbia uccise i suoi due figli nel settembre del 2018.

La donna era stata trovata a bordo di un’auto proprio con i figli e due cittadini nigeriani dell’organizzazione criminale. Nel bagagliaio, fra i vestiti dei bimbi, c’erano 11 chili di marijuana, che la donna avrebbe dovuto portare in Germania per conto dei nigeriani.

Una volta nel carcere di Rebibbia, Sebesta, il 18 settembre 2018, uccise i due figli, scaraventandoli dalle scale nel reparto nido del carcere di Rebibbia. Per quel fatto nel dicembre 2019 è stata assolta per vizio di mente e si trova attualmente in una Rems, struttura sanitaria per l’esecuzione di misure di sicurezza.

Il prefetto di Roma Matteo Piantedosi ha espresso grande apprezzamento al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma, Generale Lorenzo Falferi, per "i brillanti esiti dell’operazione 'Tibus'". "Una lunga e complessa indagine, efficacemente coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, testimonianza dell’impegno che l’Arma dei Carabinieri e le Forze dell’ordine tutte profondono quotidianamente contro ogni forma di criminalità per garantire la legalità sul territorio e la sicurezza dei cittadini'', ha detto Piantedosi.

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