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Professioni: è boom uso droni tra architetti, ingegneri e geologi

04 marzo 2015 | 19.37
LETTURA: 3 minuti

E' una vera rivoluzione tecnologia, già oltre un migliaio di professionisti a matita e compasso hanno affiancato sofisticati sensori imbarcati sugli Apr. Luciano Castro: "Rapidissima crescita di questi velivoli senza pilota in attività classiche"

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(foto Ifimedia Mediarké)

Sempre più utilizzati i droni nell’osservazione e nella gestione del territorio in Italia. Geometri, architetti, ingegneri e addirittura geologi e archeologi fanno a gara nell’utilizzare queste nuove macchine volanti per le proprie attività. Nonostante i limiti introdotti dal Regolamento dell’Enac sugli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (Apr), sarebbero già oltre un migliaio i professionisti che a matita e compasso hanno affiancato le opportunità offerte da sofisticati sensori imbarcati su droni ad ala fissa e rotante. Una vera rivoluzione, che potrebbe cambiare il volto di molte professioni. Un primo bilancio sarà tracciato martedì 17 marzo in occasione della conferenza 'Droni e telerilevamento', che si svolgerà a Roma presso il Centro Congressi Frentani. E' il sesto appuntamento del ciclo 'Roma Drone Conference', organizzato dall’associazione Ifimedia e da Mediarkè. Una giornata di approfondimento con rappresentanti degli ordini professionali, docenti universitari e manager di aziende specializzate.

Nel corso dell'incontro saranno presentate anche le prime esperienze 'sul campo' nell’utilizzo di questi mezzi per la fotogrammetria e la topografia, la gestione del territorio e di grandi impianti, ma anche per la geologia, l’archeologia, il controllo dei beni culturali e il monitoraggio dell’ambiente. "Molte professioni, come quelle dei geometri o degli ingegneri edili - ha affermato, Luciano Castro presidente di Roma Drone Conference - sono alla vigilia di una vera rivoluzione tecnologica, che vedrà una rapidissima crescita della presenza dei droni in attività classiche come la fotogrammetria e la topografia, ma anche in tutte le operazioni relative al monitoraggio e alla conoscenza del territorio e dell’ambiente". Per Castro, inoltre, "molto interessanti sono poi le nuove applicazioni per la salvaguardia dei beni culturali e anche per le ricerche archeologiche".

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