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"Durigon si dimetta", pressing Pd-M5S-Leu

10 agosto 2021 | 17.04
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Il sottosegretario della Lega ha proposto di intitolare il parco di Latina non più ai giudici Falcone e Borsellino ma ad Arnaldo Mussolini. Letta: "Affermazioni incompatibili con presenza al governo"

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(Fotogramma)

“Le affermazioni di Durigon sono incompatibili con la presenza al governo”. Dopo il fuoco di fila di critiche iniziato già ieri, è lo stesso segretario del Partito democratico a chiedere esplicitamente il passo indietro al sottosegretario leghista Claudio Durigon. Fonti del Nazareno confermano all’Adnkronos il pensiero di Enrico Letta dopo le affermazioni dell'ex Ugl sull’intitolazione ad Arnaldo Mussolini del parco Falcone e Borsellino di Latina.

Il Movimento 5 stelle evoca esplicitamente una mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario all'Economia. "L’Italia democratica e antifascista pretende le sue dimissioni, altrimenti sarà inevitabile una mozione di sfiducia", afferma il presidente della commissione Giustizia della Camera Mario Perantoni. Dal fronte del centrodestra completamente silente, si discosta solo il deputato Elio Vito di Forza Italia, che annuncia il suo voto favorevole all'eventuale mozione.

Un provvedimento che sarebbe, in ogni caso, non vincolante perché, come dimostra il precedente di caso Siri del 2019, il Parlamento non può sfiduciare un sottosegretario, che può essere revocato solo dal Presidente del Consiglio.

Leu, con il senatore Francesco Laforgia, si dice "pronta a votare la mozione di sfiducia a Durigon". Critiche anche da Italia Viva, la viceministra Teresa Bellanova dice a Durigon: "Irricevibile. L’apologia di fascismo nel nostro Paese è reato, e chi rappresenta le Istituzioni dovrebbe avere a cuore il moltiplicare i luoghi intitolati a Falcone e Borsellino, altro che proporne la cancellazione. Bruttissima pagina di politica". I renziani, però, non parlano esplicitamente di dimissioni.

Claudio Durigon per il momento tace, le sue ultime parole sono quelle riferite all'AdnKronos il 6 agosto: "Figuriamoci se voglio andare contro due eroi come Falcone e Borsellino. Il mio intervento, in quel contesto, con le persone di Latina, voleva solo ribadire la storia della città, che non va dimenticata".

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