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E’ al femminile l’agricoltura di qualità

25 giugno 2014 | 15.54
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Nei Paesi del Sud del mondo dove sono le donne ad assicurare il 50% della produzione alimentare nelle aree rurali, ma solo l’1% di queste lavoratrici riesce ad accedere al credito di sostegno reale

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In Italia a lavorare sull’agricoltura di qualità, cioè sull’agricoltura multifunzionale e integrata, sono prevalentemente le donne”. Così all’Adnkronos Laura Ciacci, relazioni istituzionali Slow Food, che però specifica: “sul tema non ci sono dati concreti perché nel momento in cui andiamo a censire le attività agricole al femminile dobbiamo ancora scontrarci con una realtà fatta di aziende alla guida delle quali figura una donna, perché ci sono linee di sostegno all’imprenditoria femminile, ma dietro a questo nome la gestione effettiva resta in mano agli uomini”.

Nel settore agricolo, a livello globale, continua la Ciacci, “il peso delle donne in termini percentuali di presenza e il peso reale, effettivo e misurabile, non sempre coincidono. Pensiamo a ciò che accade nei Paesi del Sud del mondo dove sono le donne ad assicurare il 50% della produzione alimentare nelle aree rurali, ma solo l’1% di queste lavoratrici riesce ad accedere al credito di sostegno reale. Un dato che, se venisse cambiato, permetterebbe un incremento del 17-18% della produzione agricola locale di qualità e, secondo le stime della Fao, riuscire a nutrire 150 milioni di persone in più”.

“Visto che la green economy è letta proprio in un’ottica di lotta alla povertà - conclude Ciacci - credo che questo debba rappresentare un dato di riflessione globale rispetto anche a quanto, sui vari tavoli, si va ad affrontare pensando agli obiettivi di sviluppo sostenibile nell’agenda post 2015”.

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