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Aveva 92 anni

E' morto Narciso Parigi, voce di Firenze

25 gennaio 2020 | 11.11
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Musicista, artista e tifoso, ha portato il nome della Fiorentina nel mondo grazie a 'Canzone Viola'

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(IPA/FOTOGRAMMA)

Lutto nel mondo del calcio, si è spento Narciso Parigi, musicista, artista e tifoso che ha portato il nome di Firenze e della Fiorentina nel mondo con la sua voce grazie alla 'Canzone Viola'. Sul sito ufficiale del club, il presidente Rocco Commisso e tutta la Fiorentina hanno espresso il loro cordoglio per la scomparsa di Parigi, nato a Campi Bisenzio nel 1927.

Parigi, 92 anni compiuti nel novembre scorso, è morto nella sua casa sulle colline fiorentine, circondato dall'affetto della moglie Fiorella Allegrini e dei figli Daniela e Andrea. Le sue condizioni di salute si erano aggravate nelle ultime settimane e in occasione della partita con l'Atalanta in Coppa Italia, il 15 gennaio scorso, i tifosi della Curva Fiesole avevano esposto uno striscione di incoraggiamento con la scritta 'Forza Narciso'.

'Angelina', 'Prigioniero d'un sogno', 'Tango del mare', 'Io t'ho incontrata a Napoli' e 'Terra straniera': sono tutti titoli di canzoni che contribuirono a portare il repertorio fiorentino sotto i riflettori nazionali grazie all'interpretazione di Narciso Parigi. Voce di riferimento per i grandi classici locali, come 'Mattinata fiorentina', 'Firenze Sogna', 'La porti un bacione a Firenze'. Per due volte ha partecipato al Festival di Sanremo.

Nato il 29 novembre 1927, in occasione del suo 92esimo compleanno, il paese natale gli aveva regalato a sorpresa una grande festa nel teatro comunale, con la consegna dell'onorificenza cittadina del 'Premio Levriero Città di Campi da parte del sindaco Emiliano Fossi e di Eleonora Ciambellotti, presidente del Consiglio comunale.

Nel giorno dei suoi 90 anni, nella Sala della Musica della Fondazione Franco Zeffirelli, il sindaco di Firenze Dario Nardella conferì a Narciso Parigi il 'Fiorino d'Oro'.

Nato e cresciuto come artista negli anni '40 e '50, la sua voce divenne ben presto famosa tra quelle della radio e delle prime orchestre. Dall'esordio nel 1944 a Radio Firenze, ben presto Parigi è voce stabile dell'orchestre della Rai, sotto la direzione di celebri autori come Guido Cergoli, Nello Segurini e Francesco Ferrari. Nel 1955 lo accoglie il palco più famoso d'Italia, quello del Festival di Sanremo, dove porta 'Incantatella' in coppia con Claudio Villa e 'Ci ciu ci cantava un usignol', insieme a Natalino Otto e i Radio Boys, che superò presto i confini delle attenzioni nazionali.

Presenza stabile in programmi precursori di tutti gli illustri formati televisivi, nel 1957 è tra i protagonisti di 'Voci e volti della fortuna', programma che anticipò 'Canzonissima' e abbinato alla Lotteria di Capodanno. Nel 1960 in coppia con Luciano Rondinella vince il Festival internazionale di Firenze con 'Rondini fiorentine' e nel 1962 torna sul palcoscenico sanremese con 'Vita', in coppia con Giorgio Consolini.

Nel 1963 partecipa al Festival di Napoli insieme a Nunzio Gallo con il brano 'Annamaria, classificandosi terzo. Alla stessa manifestazione presenta anche 'A stessa Maria' accoppiato a Mario Abbate e 'A fenesta 'e rimpetto' insieme a Maria Paris.

Tra gli anni '50 e i primi '60, il cantante fiorentino fa esperienza con il cinema, esordendo nel film ''Terra straniera'' di Sergio Corbucci (1952), a cui seguono "La prigioniera di Amalfi" (1952) di Giorgio Cristallini, "Tormento di anime" di Cesare Barlacchi (1953), "Acque amare" e "Baracca e burattini" entrambi del 1954 e diretti da Corbucci, "Assi alla ribalta" (1954), con la regia di Ferdinando Baldi e Cristallini, "Ricordami" (1955), sempre di Baldi, "La porta dei sogni" (1955) di Angelo D'Alessandro, "La catena dell'odio" (1955) di Piero Costa, "I vagabondi delle stelle" (1956) di Nino Stresa, "Amarti è il mio destino" (1957) di Baldi, "Gagliardi e pupe" (1958) di Roberto Bianchi Montero, "Goodbye Firenze - Arrivederci Firenze!" (1958) di Rate Furlan, "Napoleone a Firenze" (1964) di Piero Pierotti, "Tre franchi di pietà" (1967) di Luigi Batzella (1967).

Leonardo Pieraccioni riservò un cameo a Narciso Parigi nel suo film di successo 'I laureati' (1995). E Lorenzo Andreaggi gli ha dedicato il docufilm 'Narciso Parigi - A song lasting a life' (2015). La tivù lo ritroverà protagonista come ospite dal 1996 al 2004 nella trasmissione televisiva 'Ci vediamo in tv' di Paolo Limiti. Numerosi i premi (come la 'Maschera d'oro' nel 1958) ricevuti per una carriera che lo impegnò a lungo, tra tournée e trasmissioni televisive, anche negli Stati Uniti.

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