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E' violenza sessuale inviare foto hard a minore su Whatsapp

08 settembre 2020 | 17.41
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La Cassazione: "Reato pienamente integrato, pure in assenza di contatto fisico con la vittima"

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E' legittimo contestare il reato di violenza sessuale a chi invia foto hard tramite whatsapp ad un minore. A stabilirlo la Terza sezione penale della Cassazione che con una sentenza depositata oggi ha respinto il ricorso presentato da un giovane indagato "per aver scritto di messaggi whatsapp allusivi e sessualmente espliciti ad una ragazza minorenne costringendola a scattarsi foto" sotto la minaccia di pubblicare la chat su altri social e pagine hot. 

"Il tribunale del riesame - scrivono i supremi giudici - ha ricordato che la violenza sessuale risultava pienamente integrata, pure in assenza di contatto fisico con la vittima, quando gli atti sessuali coinvolgessero la corporeità sessuale della persona offesa e fossero finalizzati e idonei a compromettere il bene primario della libertà individuale nella prospettiva di soddisfare o eccitare il proprio istinto sessuale. Nello specifico - sottolineano ancora i giudici - ha ravvisato i gravi indizi di colpevolezza del reato contestato nell'induzione allo scambio di foto erotiche, nella conversazione sulle pregresse esperienze sessuali, i gusti erotici, nella crescente minaccia a divulgare in pubblico le chat". 

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