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Ebola, migliora studente tedesco in isolamento in Rwanda. Vaccino, test sull'uomo entro l'anno

11 agosto 2014 | 14.05
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Il giovane europeo, con febbre e malaria, probabilmente, aveva trascorso alcuni giorni in Liberia. Vaccino GlaxoSmithKline, test sull'uomo entro l'anno ma non potrà essere disponibile prima del 2015. Il 'paziente zero' è un bambino di due anni

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Lo studente tedesco in isolamento in Rwanda con sintomi compatibili a Ebola "sta migliorando secondo i medici", si legge in un tweet del ministro della Sanità rwandese Agnes Binagwaho. Sempre su Twitter, Binagwaho aveva dato durante la notte la notizia del ricovero del giovane che, probabilmente, aveva trascorso alcuni giorni in Liberia - Stato che ha proclamato l'emergenza nazionale a causa del virus - prima di arrivare in Rwanda.

Sul giovane europeo, con febbre e malaria, sono stati eseguiti i test per stabilire l'eventuale presenza del virus. L'esito degli esami sarà disponibile in 48 ore, ha assicurato il ministro rwandese. E' il primo caso sospetto del Paese e "abbiamo deciso la quarantena per garantire la sicurezza del 100% ", ha aggiunto il ministro.

Intanto il gruppo farmaceutico britannico GlaxoSmithKline è pronto a lanciare "entro fine anno" i primi test sull'uomo relativi a un vaccino preventivo contro l'Ebola. Questi i tempi annunciati dall'azienda secondo quanto rimbalza sui media internazionali, mentre in una nota il Us National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) - partner di Gsk nel progetto vaccino - spiega che i trial clinici potrebbero partire già in autunno.

In ogni caso, nonostante eventuali 'corsie preferenziali' e procedure d'emergenza messe in atto, il nuovo prodotto non potrà essere disponibile prima del 2015. La strada verso lo sviluppo del prodotto è davvero agli inizi ed è ancora molto lunga, ha precisato il portavoce dell'azienda, che pertanto preferisce non fare previsioni sui tempi di lancio del futuro vaccino, riporta il 'Guardian'.

Il prodotto sperimentale - confluito nella pipeline di Gsk dopo l'acquisizione della svizzera Okairos, l'anno scorso per 250 milioni di euro - si basa su un adenovirus di scimpanzé: un comune germe del raffreddore nel quale, con tecniche di ingegneria genetica, sono stati inseriti due geni del virus Ebola. Una volta che il vaccino dovesse arrivare all'interno delle cellule, i due geni Ebola produrrebbero una proteina in grado di attivare la risposta immunitaria contro l'infezione.

Il Niaid americano sta anche sostenendo lo sviluppo di altri vaccini anti-Ebola in fase di sperimentazione più precoce, fra cui uno di Crucell (J&J) che dovrebbe arrivare ai test sull'uomo tra fine 2015 e inizio 2016. Il prodotto è stato concepito per offrire protezione anche contro la febbre di Marburg, infezione altamente mortale causata da un virus della stessa famiglia di Ebola.

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