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Usa: Spike Lee mostra filmato morte Garner, 'protestate anche a Milano'

11 dicembre 2014 | 19.37
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Il regista americano Spike Lee

Milano, 11 dic.

Mostra il filmato integrale della morte di Eric Garner, il 43enne di colore morto a Staten Island per soffocamento dopo essere stato fermato dalla polizia, e invita tutti a protestare, anche in Italia, anche a Milano. Il regista americano Spike Lee, ospite dell’Università Bocconi, è un fiume in piena quando parla di razzismo e incanta gli studenti raccontando della sua esperienza: "A volte i taxi ancora non si fermano quando sono io a chiamarli". Il suo amore per gli Stati Uniti è viscerale e ancora più sincero quando racconta le luci e le ombre di un Paese "molto violento" ma l’unico al mondo in cui i neri "hanno avuto la possibilità di diventare grandi", da Barack Obama a Michael Jordan.

Per il presidente degli Stati Uniti ha solo parole di stima: "Sta facendo un grande lavoro, nonostante cerchino sempre di ostacolarlo". Cita, come esempio, l’approvazione dell’ObamaCare, la legge sanitaria, ma soprattutto la riforma dell’immigrazione che proteggerà milioni di immigrati dall’espulsione ("i repubblicani li avrebbero rimandati tutti in Messico"). Da sempre impegnato politicamente, a proposito di quanto rivelato dal rapporto del Senato sulle torture della Cia, dice che l’America prima di mostrarsi al mondo come la più grande democrazia dovrebbe "fare un po' di pulizie a casa propria" e non nasconde il suo desiderio di vedere più film che raccontino quanto sta accadendo in America, a partire dalle recenti proteste di Ferguson.

Il regista era tra la folla quando a New York si è protestato contro la morte di Garner. "Quello che vi ho mostrato è il video di un omicidio", sostiene, nonostante il Gran Jury abbia deciso di non processare il poliziotto che ha provocato la morte dell’uomo. A colpirlo, in queste circostanze, sono stati i giovani. "Tantissimi giovani sono scesi per le strade a dire che tutto questo non era accettabile: non erano solo neri e ispanici, c’erano anche ragazzi bianchi. Ho cambiato idea su di loro". A Spike Lee non manca la speranza per l’America e i suoi problemi: "Ne ho ancora. In venticinque anni, da quando ho diretto ‘Fa la cosa giusta’, tante cose sono cambiate. C’era forse un presidente nero venticinque anni fa?".

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