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Ecco perché grattarsi moltiplica il prurito, la chiave è nel rilascio dell'ormone del buonumore

30 ottobre 2014 | 18.17
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Nella foto, uno dei topini protagonisti dell'esperimento, filmato nel momento della 'grattatina'

(Adnkronos Salute) - Mamme e nonne avevano ragione: grattarsi una puntura di zanzara non fa altro che peggiorare la situazione. La sentenza arriva da una ricerca degli scienziati della Washington University School of Medicine di St. Louis, secondo cui grattarsi induce il cervello a rilasciare serotonina, che in qualche modo intensifica la sensazione di prurito. I risultati dello studio, condotto nei topi, sono pubblicati online su 'Neuron'. Si tratta di un circolo vizioso 'prurito-grattatina' che si verifica anche negli esseri umani, secondo gli autori. Dalla ricerca arrivano anche nuovi indizi per contribuire a spezzare questa catena, in particolare nelle persone che soffrono di prurito cronico.

Gli scienziati sanno da decenni che grattarsi crea una lieve quantità di dolore nella pelle, spiega Zhou-Feng Chen, direttore del Centro per lo studio del prurito della Washington University. Questo dolore può interferire con il prurito - almeno temporaneamente - confondendo le cellule nervose nel midollo spinale: queste inviano al cervello segnali di dolore invece che di prurito.

"Il problema è che quando il cervello riceve i segnali di dolore, risponde producendo il neurotrasmettitore serotonina per aiutarci a controllarlo", ha spiegato Chen. "Ma questa sostanza chimica può saltare qualche passaggio, spostandosi dai neuroni del dolore a quelli che influenzano l'intensità prurito".

Secondo lo studioso, è la prima volta che si collega l'ormone del buonumore al prurito. Nel loro studio i ricercatori hanno allevato un ceppo di topi privi dei geni per produrre serotonina. Quando a questi animali è stata iniettata una sostanza che 'accende' il prurito, si grattavano molto meno dei 'cugini' normali. Ma quando ai topi geneticamente modificati è stata iniettata della serotonina, il loro comportamento è tornato simile a quello degli altri. "Quindi questo si adatta molto bene con l'idea che prurito e segnali di dolore vengono trasmessi attraverso percorsi diversi ma correlati", ha detto Chen.

Insomma, "grattarsi può alleviare il prurito creando un dolore minore. Ma quando il corpo risponde a segnali di dolore, può finire per scatenare un prurito peggiore", conclude lo studioso. Non solo. Il team ha anche individuato il recettore chiave utilizzato dalla serotonina per accendere i neuroni del prurito: si tratta di 5HT1A. Una scoperta che potrebbe aprire la strada a sistemi per isolare prurito e dolore dalla serotonina. E disinnescare il rischio di grattarsi a ripetizione.

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