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Sciopero generale, Cgil e Uil: "Governo manda Paese a sbattere, ritiri precettazione"

17 novembre 2023 | 20.48
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Landini: "Chi precetta non ha scritto la Costituzione". Bombardieri: "Risposta democratica a bulli istituzionali"

Bombardieri e Landini
Bombardieri e Landini

Il primo colpo lo spara il leader Uil, Pierpaolo Bombardieri: "Questa piazza è la risposta democratica di persone che soffrono, che hanno pagato oggi per stare qui. Una risposta di democrazia a chi fa il bullo istituzionale". Il secondo, a breve distanza, arriva dal segretario generale Cgil, Maurizio Landini: "Chi vuole cambiare la Costituzione non l'ha scritta e non consentiremo a nessuno di ridurre gli spazi della democrazia. Con questa manovra il governo manda il Paese a sbattere e noi non lo permetteremo, se davvero ci vuole ascoltare allora basta cavolate e ritiri la precettazione". Così, a 48 ore dall'ordinanza con cui il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha dimezzato lo sciopero generale di 24 ore nei trasporti, proclamato, assieme ad altre mobilitazioni di 8 ore, contro la manovra economica i leader di Cgil e Uil rinnovano le critiche all'esecutivo, davanti ad una piazza del Popolo gremita. Oltre 60mila manifestanti a Roma e una adesione agli scioperi di oltre il 70%, calcolano gli organizzatori. Manovra e precettazione, due temi che tengono banco negli interventi dei segretari sindacali e di tutti i delegati che si alternano sul palco romano ma anche al centro del botta e riposta con il governo e la politica, che si protrae per tutta la mattinata.

"Non so cosa si intenda per bullismo istituzionale. Come sapete c'è stato il pronunciamento di una autorità indipendente, che semplicemente segnalava al sindacato che non c'erano i requisiti per uno sciopero generale. Non è qualcosa che ho deciso io" e "il governo sulla vicenda ha un ruolo marginale", cerca di raffreddare la polemica il premier Giorgia Meloni da Zagabria. Mentre con un post su Instagram Salvini rilancia: “mentre una parte di sindacati (di sinistra) trova utile scioperare insultando, opponendosi pregiudizialmente al governo anziché discutere le questioni nel merito, i numeri (con poche adesioni, soprattutto nel settore dei trasporti) ci dicono che, grazie al nostro intervento, milioni di italiani hanno potuto viaggiare, lavorare, prendersi cura della propria salute e di quella dei propri cari senza disagi. Il pragmatismo che gli italiani si aspettano da istituzioni serie''.

Ma Bombardieri dati alla mano replica: “Il governo risparmierà 68 miliardi sulle pensioni: 36 miliardi per la mancata indicizzazione fino al 2032 e 32 miliardi per la rivisitazione retroattiva delle aliquote nel pubblico impiego, a cominciare dai medici e dagli infermieri, fino al 2043”. E insiste: "Ma il ministro Giorgetti ha spiegato a Salvini, il segretario della sua Lega, cosa ha deciso di fare sulle pensioni? Gli faccia vedere qualche tabella, al suo segretario. Gli spieghi la differenza fra sistema misto e sistema contributivo. Se necessario faccia qualche disegnino magari mettendo accanto i post pre-elettorali fatti dalla Lega sulle pensioni". E Landini incalza: "Siamo noi che con le nostre tasse paghiamo gli stipendi anche a quelli che fanno politica e anche al governo", ricorda. "E proprio per questo gli chiediamo di rispettare quelli che pagano le tasse. Noi siamo qui perché rappresentiamo la maggioranza del nostro paese che tiene in piedi questo paese e che oggi non viene ascoltato da questo governo che invece manda a sbattere l’Italia".

La manovra economica, infatti, attacca, "contiene delle porcherie". "Non una delle promesse fatte è stata rispettata. Se vuoi avere rispetto devi fare quello che dici. Noi non stiamo difendendo i diritti solo di chi è iscritto alla Cgil o alla Uil. A Meloni abbiamo spiegato che noi rappresentiamo gli interessi di tutti i lavoratori anche di quelli che hanno votato questo governo”, prosegue Landini rivendicando la difesa del Paese: "siamo noi che difendiamo la Nazione e la cosa folle è che questo governo non ha voluto discutere con noi delle nostre proposte e sta prendendo decisioni assurde che stanno mettendo in discussione il futuro del nostro paese”. E sulla precettazione, "un vero e proprio attacco alla democrazia", ironizza: "l’unica cosa che ha capito bene il ministro Salvini è che noi siamo altamente rappresentativi e che tutti avrebbero scioperato”. Anche Bombardieri richiama l'attenzione del vicepremier: "Salvini guarda questa piazza, studiala bene e porta rispetto a chi sta qui e che paga una giornata di lavoro".

"Adesso basta" però, incalzano i due leader sindacali sulla scia dello slogan sotto il quale si è svolta la manifestazione, "vogliamo essere ascoltati e per questo andremo avanti con gli scioperi, non bisogna ne' avere paura ne’ abbassare la testa. Siamo sulla strada giusta e non ci fermeremo fino a che non avremo ottenuto dei risultati". Nuovi scioperi di 8 ore intanto andranno avanti fino al 1 dicembre: il 20 novembre toccherà alla Sicilia mentre la Sardegna sciopererà lunedì 27 novembre;il 24 novembre sarà la volta di tutte le Regioni del Nord mentre venerdì 1° dicembre a incrociare le braccia per 8 ore o per l’intero turno saranno i lavoratori delle Regioni del Sud. E anche la Cisl, nonostante sia ormai lontana dalle strategie di Cgil e Uil, torna ad annunciare la sua manifestazione del 25 novembre. "Per migliorare la manovra e per guardare alla definizione di un nuovo patto sociale", ribadisce il suo leader, Luigi Sbarra che marca così la sua distanza dai sindacati cugini: " lo faremo con la forza e l’orgoglio di un sindacato libero, responsabile, autonomo dalla politica, pragmatico, intransigente".

Sui dati delle adesioni alla sciopero, infine, la 'tradizionale' guerra di cifre: per Cgil e Uil sono state "altissime nei trasporti con punte del 100% in alcuni settori come i porti e fino all'80% nella logistica con una partecipazione media dei settori sottoposti alla precettazione, come il trasporto pubblico locale e ferroviario, del 70%" ; per la Lega invece la giornata ha registrato "poche adesioni in particolare nel settore trasporti: uno schiaffo per Maurizio Landini". E la manifestazione di Roma si chiude con un po' di spavento: un ragazzo, poi consegnato dal servizio d'ordine dei sindacati alle forze dell'ordine, fa esplodere due bombe carta in piazza; molto rumore ma nessuna conseguenza.

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