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Edilizia: meno emissioni, più efficienza e occupazione con isolamento

30 settembre 2014 | 18.18
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Secondo la ricerca Cresme, si potrebbero tagliare 892mila tonnellate di Co2 e creare 1,7 mln posti di lavoro con interventi di ristrutturazione mirati a risparmio energetico.

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Meno emissioni di Co2, più efficienza energetica e occupazione. Sono i benefici che potrebbero derivare dagli interventi di riqualificazione, in particolare di isolamento, sullo stock edilizio italiano. Uno stock, quello potenzialmente oggetto di riqualificazione, pari a 8,2 miliardi di mq. Lo rileva la ricerca “Valutazione della convenienza e dell’impatto economico dell’isolamento termo-acustico degli edifici” commissionata da Fivra (associazione che rappresenta i principali produttori nazionali di lana di roccia e lana di vetro) al Cresme.

Questi i vantaggi degli interventi di coibentazione, secondo lo studio: riduzione annua delle emissioni inquinanti pari a 892.000 tonnellate di Co2 (pari all’inquinamento annuale di 282.000 auto, ovvero all’assorbimento di quasi 30 milioni di alberi); riduzione della dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di prodotti energetici (44.600 GWh/anno, ovvero l’8,2% della bolletta energetica nazionale); attivazione di oltre 1,7 milioni di posti di lavoro.

Se gli interventi su pareti, coperture e pavimenti usufruissero delle detrazioni fiscali del 65%, il costo per lo Stato sarebbe pari 1,17 miliardi di euro l'anno.

1,6% degli immobili in pessimo stato, il 28% in condizioni discrete

“Si stima che nei prossimi anni solo il 12% delle superfici esterne sarà effettivamente riqualificato, anche se l’investimento necessario per operare sulla totalità delle superfici si aggira attorno a 11,7 miliardi di euro all’anno – dichiara Paolo D’Alessandris del Cresme – Un costo che corrisponde solo al 15% degli interventi di manutenzione straordinaria effettuati annualmente in Italia. Risulta dunque evidente l’importanza della sensibilizzazione del panorama politico e dell’opinione pubblica sul tema”.

Da non dimenticare, inoltre, lo stato di vetustà degli edifici italiani: l’1,6% degli immobili è in pessimo stato di conservazione e ben il 28% è in condizioni soltanto discrete. Nei principali centri abitati quasi il 70% degli edifici ha più di 40 anni, soglia oltrepassata la quale sono necessari interventi di manutenzione straordinaria per mantenere gli standard funzionali dell’abitazione e dell’edificio..

Analizzando le richieste di detrazioni fiscali per la riqualificazione (previste al 65% fino a fine 2014), si nota come gli interventi sull’involucro edilizio permettano un risparmio di energia superiore a tutte le altre operazioni (17.276 KWh/anno per la coibentazione delle pareti verticali e 26.909 KHh/anno per quelle orizzontali, contro i 2.610 KHh/anno risparmiati dalla sostituzione degli infissi) ma rappresentino, però, solo il 2,6% degli interventi.

per il 23,3% degli intervistati necessario risolvere degrado acustico

“L’isolamento dell’involucro è l’intervento che garantisce il miglior mix tra efficienza (costo dell’energia risparmiata) ed efficacia (la quantità di energia risparmiata) – afferma Gaetano Fasano di Enea – ma, probabilmente a causa del costo più elevato, sono ancora poco utilizzati. Per incentivarne l’utilizzo è evidente che gli attuali incentivi (ecobonus, contotermico, certificati bianchi) devono essere riformati”.

Per quanto riguarda le esigenze dei singoli cittadini, l’indagine del Cresme rielabora per priorità i fattori ambientali da migliorare all’interno del nucleo abitativo: per il 23,3% degli intervistati è necessario risolvere il degrado acustico, a seguire con il 19,8% il degrado atmosferico, la necessità di intervenire sul degrado estetico per il 15,5% degli intervistati e, al quarto posto, quello idro-geologico con il 9,9% di feedback.

Gli italiani percepiscono quindi la necessità di contenere l’inquinamento atmosferico, ma ancora di più quella di tutelare il comfort acustico della propria casa: il 69,5% degli intervistati dichiara di avvertire rumori fastidiosi durante il giorno (in primis i rumori di moto, auto, animali e vicini di casa), mentre il 44,5% percepisce gli stessi durante la notte. Il 42% delle abitazioni è esposto a fonti di rumore esterno e il 35% a fonti di rumore interno, dalle quali è possibile proteggersi solo attraverso l’isolamento acustico dell’abitazione.

Fivra, serve incentivare le cosiddette riqualificazioni profonde

Riqualificazioni edilizie, efficienza energetica, incentivi fiscali e vantaggi dell’isolamento degli immobili sono stati tra i temi discussi durante il convegno di oggi a Roma organizzato da Fivra, in collaborazione con il centro di ricerca Cresme. Una riflessione fortemente voluta dal settore dell’edilizia in occasione del prossimo recepimento della Direttiva 2010/31/Ue, che disciplinerà la legislazione dell’efficienza energetica degli edifici, e della proroga degli incentivi per le riqualificazioni energetiche e le ristrutturazioni edilizie.

“Il settore ha necessità di un forte intervento legislativo per ripartire e per incidere positivamente sull’economia del Paese. La direzione da prendere è quella di incentivare le cosiddette riqualificazioni profonde: interventi a lunga vita utile per affrontare nel lungo periodo il nodo cruciale del contenimento dei consumi", dichiara Carlo Boschieri, presidente Fivra.

I consumi energetici nazionali sono in crescita (+17% dal 1981) con un settore, quello civile, particolarmente energivoro, che solo nel 2013 ha consumato circa 47 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (pari al 38% dei consumi totali). “Su ciò ha inciso l’ampliamento dello stock edilizio, ma soprattutto la scarsa efficienza dei singoli edifici – prosegue Boschieri – L’isolamento degli involucri non concorre solo al risparmio energetico, ma determina positivamente il comfort termico, invernale ed estivo, e acustico degli immobili”.

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