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Elon Musk

Effetto Musk, effetto Ferragni, effetto Draghi, effetto Mou... quando il valore è d'effetto

14 maggio 2021 | 12.36
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Le difficoltà di definire il valore intrinseco delle aziende, dei titoli in Borsa, delle criptovalute e delle cose in generale si celebra nella grande attesa dell'annuncio, meglio se a effetto.

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Elon Musk sì è presentato sabato scorso ai telespettatori del Saturday Night Live, lo show comico cult della tv americana spiegando: “A chiunque abbia offeso, voglio solo dire che ho reinventato le auto elettriche e mando le persone su Marte in una nave spaziale. Pensavi forse che sarei stato anche un ragazzo normale e tranquillo?”. Nessuno l'ha mai pensato, ma ok. Poi nello show è apparsa sua madre, visto che era anche la festa della mamma: “Sono eccitata all'idea del regalo. Spero solo che non sia un Dogecoin”, ovvero la valuta digitale inizialmente creata per scherzo che Musk ha contribuito a spingere verso l'alto nei suoi tweet. E lui ha risposto: "Ma certo che lo è, di sicuro". Non è un ragazzo normale e tranquillo, così come non è tranquillo e normale il valore dei Dogecoin che durante la diretta è sceso di un terzo per poi riprendersi delicatamente. Stessa sorte è toccata al bitcoin quando nel primo trimestre del 2021 Musk ha deciso di comprarne con Tesla per 1,5 miliardi di dollari e il valore è quasi raddoppiato in poco tempo. Come è sceso di quasi il 20% quando l'altro ieri ha twittato di non accettare più pagamenti in bitcoin per le sue auto per motivi ambientali.

Dall'altro lato dell'Oceano mediatico e fisico, il governatore della Bank of England Andrew Bailey ha dichiarato pochi giorni fa che le criptovalute: “Non hanno alcun valore intrinseco. Ciò non significa che le persone non le diano valore, perché possono avere un valore estrinseco. Ma non hanno alcun valore intrinseco. Lo dirò di nuovo in modo molto schietto: acquistali solo se sei pronto a perdere tutti i tuoi soldi”.

Il valore di qualcosa ha davvero una relazione intrinseca o dipende tutto ed esclusivamente, non più solo dalla relazione tra domanda e offerta ma anche dalla voce, sui media ma ancora di più sui social, che è capace di muovere like o dislike, pollici versi o rivolti al cielo, opinioni ma anche anche investimenti e condizioni di mercato internazionali?

In ordine sparso: pochi giorni fa, la società sportiva Roma, in un tranquillo pomeriggio, annuncia l'ingaggio del tecnico portoghese José Mourinho: il titolo sale del 21%.

10 aprile: Diego Della Valle annuncia l'ingresso in Tod's di Chiara Ferragni. Le quotazioni in borsa del marchio salgono del 14% per cento.

8 gennaio: indiscrezioni del quotidiano economico sudcoreano Korea Economic Daily riportano come Apple, in collaborazione con Hyundai, sia pronta a produrre un'auto elettrica. Titolo su di oltre il 20%.

Doppio Draghi. Il famoso “Whatever it takes”, pronunciato nell’estate 2012, salva l'euro dalla speculazione e determina un'immediata discesa dei tassi d'interesse. All'inizio del 2021 con il nuovo Governo da lui presieduto arrivano anche i primi segnali di ripresa dell’economia italiana e lo spread scende d'incanto sotto la fatidica soglia dei 100 punti.

Ovviamente gli annunci valgono anche verso il basso ma si chiamano cadute. “Ci saremo usando tutta la flessibilità, ma non siamo qui per chiudere gli spread. Questa non è la funzione né la mission della Bce, ci sono altri strumenti e altri attori per interventi su questi aspetti”. Nel marzo 2020, in piena pandemia, è bastata questa frase del presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde per generare un crollo dei mercati e portare lo spread italiano a oltre 200 punti.

Non che le cose non abbiano valore. Ma se per valore intrinseco di una moneta intendiamo il materiale usato per costruirla, nel caso del Bitcoin a cosa ci riferiamo, all'energia necessaria a tirarne fuori uno dal web? Difficile prendere con la mente il senso di intrinseco in un valore azionario che sale e scende a seconda di un risultato sportivo o per il tweet di un o una influencer. Abbandoniamo lo sforzo del governatore della Bank of England pensando ai numeri, inventati dall'uomo per dare una misura alle cose e prenderne in qualche modo il senso intrinseco. I numeri reali, però, comprendono quelli razionali ma anche quelli irrazionali, ovvero numeri che non possono essere espressi né come interi, né come rapporti tra numeri. Insomma, la realtà non è mai del tutto e intrinsecamente misurabile. Tanto meno ai tempi di Twitter.

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