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Smog: vie respiratorie 'in fiamme' a Milano, crescono Sos a medici famiglia

29 dicembre 2015 | 15.26
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A Milano Pm10 sopra i limiti da giorni - (Infophoto)

Mal di gola, tosse secca, crisi acute di asma. Nell'area metropolitana di Milano sono sempre di più i pazienti che, in questi giorni di polveri sottili costantemente sopra i limiti, bussano alle porte degli studi dei medici di famiglia con patologie irritative delle alte vie respiratorie. A segnalarlo all'AdnKronos Salute sono i camici bianchi della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) Lombardia, che parlano di "fenomeno insolito per il periodo che dovrebbe essere piuttosto caratterizzato da una più alta presenza di sindromi influenzali". E invece la febbre è stranamente poco presente nel quadro clinico degli assistiti in questi ultimi giorni dell'anno.

Nel capoluogo lombardo, secondo i dati rilevati dalle centraline della rete di monitoraggio della qualità dell'aria di Arpa Lombardia, con la giornata di ieri salgono a 34 i giorni di superamento consecutivi della soglia di Pm10 ritenuta accettabile. In questo scenario, fra nebbia e aria densa e grigia, "a Milano e dintorni, praticamente in tutta l'area metropolitana, abbiamo osservato un insolito aumento di disturbi di tipo irritativo: laringiti, faringiti sinusiti. Ma anche un incremento di episodi di asma: crisi acute, dispnoiche che molte volte impongono l'uso di cortisone", riferisce il segretario della Fimmg lombarda, Fiorenzo Corti. "Parliamo di reazioni di tipo allergico, difficoltà respiratorie senza febbre, patologie irritative che potrebbero essere correlate effettivamente alle alte concentrazioni di smog presenti da così tanto tempo nell'area".

Certo è, continua, che "ogni giorno circa il 10-15% dei pazienti che vediamo presenta problematiche di questo tipo. Ho sentito una quindicina di medici di medicina generale e tutti confermano il trend".

In questo periodo, calcola Corti, "nello studio di ogni camice bianco di fiducia si presentano in media 5 pazienti al giorno con patologie irritative delle alte vie respiratorie su un totale di circa 50 persone visitate quotidianamente. Mentre di solito, a dicembre, siamo alle prese con l'epidemia di influenza che stavolta sembra non sia ancora arrivata", riflette. I medici di famiglia sono "'antenne' sul territorio, in grado di captare lo stato di salute generale della popolazione, e sono dunque i primi ad accorgersi di situazioni particolari" come l'effetto polveri sulla salute.

Il fenomeno, conclude il numero uno della Fimmg lombarda, "è trasversale. Ma insolito è l'aumento delle problematiche in questione fra i giovani in salute e il peggioramento dei pazienti giovani asmatici. Gli anziani invece tendono a stare più in casa".

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