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Egitto, genitori Regeni: "Zaki sia liberato senza indugio"

12 febbraio 2020 | 14.41
LETTURA: 3 minuti

Paola e Claudio su ricercatore egiziano dell'università di Bologna arrestato al Cairo venerdì: "Auspichiamo mobilitazione". E aggiungono: "Paesi democratici dichiarino Egitto Paese non sicuro e richiamino ambasciatori"

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(Foto Fotogramma)
Roma, 12 feb. (Adnkronos) -

"Stiamo seguendo con attenzione ed apprensione l'arresto al Cairo dello studente egiziano Patrick George Zaki. Patrick, come Giulio, è un brillante studente internazionale e ha cuore i diritti inviolabili delle persone". Così i genitori di Giulio Regeni, Paola e Claudio, insieme al loro avvocato Alessandra Ballerini. "I governi democratici - proseguono- dovrebbero preservare e coltivare la crescita di questi nostri giovani impegnati e studiosi e dovrebbero tutelarne in ogni frangente l'incolumità. Auspichiamo che ci sia per Patrick una reale, efficace e costante mobilitazione affinché questo giovane possa essere liberato senza indugi".

"Chiediamo alle istituzioni italiane ed europee - sottolineano i genitori del ricercatore friulano ucciso in Egitto - di porre immediatamente in essere tutte quelle azioni concrete che non sono mai state esercitate per salvare la vita di Giulio o per pretendere verità sul suo omicidio. Siamo empaticamente vicini ai familiari e agli amici di Patrick dei quali comprendiamo l’angoscia e il dolore. Noi sappiamo di cosa è capace la paranoica ferocia egiziana: sparizioni forzate, arresti arbitrari, torture, confessioni inverosimili estorte con la violenza, depistaggi, minacce. Il tutto con la complicità ipocrita di governi e istituzioni che non vogliono rompere l'amicizia con questo paese". "Speriamo che ammonite dalla tragica vicenda di Giulio le istituzioni italiane ed europee - scrivono i genitori di Giulio Regeni insieme al loro legale - sappiano questa volta trovare gli strumenti per salvare la vita e l’incolumità di questo giovane ricercatore internazionale, senza far più passare neppure un’ora".

"Se si vuole veramente salvare la vita di questo ragazzo occorre che i paesi che si professano democratici abbiano la forza e la dignità di dichiarare l'Egitto paese non sicuro e richiamare immediatamente i propri ambasciatori. Il resto sono solo prese in giro. Patrick, come Giulio, merita onestà e determinazione, non chiacchiere imbarazzanti e oltraggiose", concludono.

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