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Egitto: reporter al-Jazeera in carcere, Mansour promette rapida soluzione caso

19 marzo 2014 | 09.04
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(Aki) - Il presidente egiziano ad interim, Adli Mansour, ha assicurato una "rapida soluzione" del caso del giornalista australiano di al-Jazeera, Peter Greste, da oltre 80 giorni rinchiuso in carcere in Egitto. "A prescindere dall'indipendenza delle autorita' giudiziarie e di tutti i diritti garantiti dalla legge, vorrei assicuravi che, in qualita' di presidente dell'Egitto, non risparmiero' gli sforzi per una rapida soluzione del caso, nel rispetto della legge", ha affermato il presidente in una lettera indirizzata ai genitori di Greste. Nella lettera Mansour si e' firmato come "presidente" e "capo della giustizia", indicando la sua posizione di capo della Suprema Corte Costituzionale dell'Egitto.

"Un segnale incoraggiante", e' stato il commento di al-Jazeera alla lettera. Un portavoce della tv del Qatar ha sottolineato che l'iniziativa presa da Mansour "riconosce quello che abbiamo sempre sostenuto, ovvero che i nostri giornalisti stavano solo facendo il loro lavoro". "Ora - si legge sul sito della tv - speriamo che le autorita' attuino la promessa fatta dal presidente alla famiglia di Greste e rilascino subito il nostro giornalista".

Greste e altri due membri dello staff di al-Jazeera English, Mohamed Fadel Fahmy e Baher Mohamed, sono stati arrestati al Cairo il 29 dicembre. Sono accusati di aver diffuso notizie false e di sostegno ai Fratelli Musulmani, inseriti di recente dal governo egiziano nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. Per al-Jazeera le accuse contro i suoi giornalisti sono ''assurde e prive di fondamento''. La tv satellitare e' da tempo nel mirino delle autorita' egiziane che la accusano di faziosita' a favore dei Fratelli Musulmani, movimento sostenuto da Doha.

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