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Egitto, suicida l'attivista Hijazi stuprata e torturata in carcere

15 giugno 2020 | 12.32
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"Ho provato a sopravvivere e ho fallito, perdonatemi", ha scritto nel biglietto di addio. Fu arrestata per aver sventolato una bandiera arcobaleno. Era accusata di voler "diffondere l'omosessualità" nel Paese

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(Xinhua)

E' morta suicida l'attivista egiziana per i diritti Lgbt Sarah Hijazi, 30 anni, arrestata nell'ottobre del 2017 durante un concerto al Cairo per aver sventolato una bandiera arcobaleno. Stuprata e torturata in carcere in Egitto, era stata rilasciata un anno fa e da allora viveva in esilio in Canada.

''Ho provato a sopravvivere e ho fallito, perdonatemi. L'esperienza è stata dura e sono troppo debole per resistere, perdonatemi", ha scritto nel biglietto di addio.

Era stata accusata di voler ''diffondere l'omosessualità'' in Egitto. Il suicidio è stato confermato dal suo avvocato.

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