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Egitto, Zaki: "Processo rinviato al 28 febbraio"

29 novembre 2022 | 14.45
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Il 31enne ricercatore in un post sui social: "Spero che questo incubo finisca. Voglio tornare a studiare in Italia"

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(Fotogramma)

Il tribunale di Mansoura ha rinviato al 28 febbraio il processo contro lo studente egiziano dell'università di Bologna Patrick Zaki, attivista per i diritti umani. Lo ha reso noto lo stesso Zaki su Twitter. Arrestato il 7 febbraio 2020 al suo arrivo all'aeroporto del Cairo, Zaki è stato scarcerato l'8 dicembre 2021 e potrà rimanere in libertà fino alla fine del processo.

"Sono grato a tutti gli amici per il loro infinito sostegno. Ad ogni sessione ricevo un enorme numero di messaggi di sostegno e amore che mi fanno sentire di non essere solo in questa difficile esperienza e mi dà qualche speranza che qualcosa di bello possa accadere presto", ha scritto il 31enne ricercatore in un post su Fabebook.

Lo studente ricorda inoltre il periodo passato in cella. "Una delle più importanti crisi di chi è stato in carcere è che non esci dalla tua prigione. Anche se esci dalle sue mura, la prigione ti rimane dentro per molto tempo per accompagnarti nel resto del tuo viaggio, oppure questo è quello che succede a me finora, nonostante tutto cerco di sforzarmi per superare l'esperienza, trovi che ti attacca il più delle volte, anche se decidi di impegnarti in qualsiasi attività gioiosa, trovi ricordi e preoccupazioni di quanto accaduto, ti ricordi una lunga notte dentro i tuoi confini, la tua mente non ha smesso di pensare a questo incubo. Mantenere la propria sanità mentale è il lavoro più difficile dentro la prigione". 

"Spero che questo incubo finisca presto e di poter tornare a studiare in Italia normalmente e avere la possibilità di lavorare sul mio recupero personale".

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